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Il biblista. Don Fabio Rosini: «Cari giovani, saper pregare è la via della felicità»

 
A Roma il sacerdote è da anni punto di riferimento per tanti ragazzi. Suo il best seller «Solo l'amore crea»
 
Siamo nel cuore di Roma. Dalle finestre della chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco osserviamo in silenzio largo Argentina. C’è il sole. Siamo qui per incontrare don Fabio Rosini e per trovare una risposta a tante domande. Perché questo sacerdote severo, ma anche pieno di umanità, è da anni un punto di riferimento per tanti ragazzi della capitale? Perché le sue catechesi sono così partecipate, così apprezzate, così “contagiose”? Perché il suo primo libro, Solo l’amore crea, resta in testa alle classifiche da settimane senza nessuna vera promozione? Don Fabio non ama le interviste. Teme di non essere capito. Di apparire diverso da quello che è.

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LA PACE E LA LIBERTÀ NEI TESTI BIBLICI di Bruno Maggioni

 
Che le due concezioni siano in rapporto direi è ovvio, sarà facilissimo capirlo; il mio compito si limita a chiarire quale pace e quale libertà.
 
Il discorso biblico è sempre un discorso a monte e i discorsi a monte hanno una loro importanza; per il credente, poi, la Bibbia è anche un punto di riferimento, in un certo senso l'ultimo punto di riferimento. Mi pare di poter dire che il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, anche dopo 2000 anni di cristianesimo, non è un discorso scontato, non è diventato il discorso di senso comune; ma comunque, quando si fa il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, generalmente si è tutti d'accordo; il disaccordo nasce quando dall'ideale biblico si passa al concreto. Allora immediatamente anche fra cristiani scoppia il disaccordo, quando si scende al concreto.
 

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Volete andarvene anche voi? (Enzo Bianchi)

 
A conclusione del sesto capitolo del vangelo di Giovanni ·
 
Nella ventunesima domenica del tempo Ordinario nell’anno liturgico b si legge la fine del capitolo sesto del vangelo secondo Giovanni e in questi versetti (cfr. 6, 60-69) ci viene posto davanti tutto l’urto, lo scandalo che le parole di Gesù hanno causato non solo nelle folle dei giudei ma anche tra i suoi discepoli. Questa crisi nelle relazioni tra Gesù e la sua comunità è testimoniata da tutti e quattro i vangeli al momento di una parola decisiva di Pietro che confessava l’identità di Gesù come Messia (cfr. Marco 8, 29 e paralleli) e come inviato dal Padre quale Figlio. Perché questa crisi? Perché le parole di Gesù a volte erano dure e urtavano anche gli orecchi di discepoli che lo seguivano con affetto e attenzione ma non riuscivano ad accettare, ritenendola una pretesa, che Gesù fosse «disceso dal cielo» e che nella carne (basar in ebraico, sárx in greco) di un corpo umano fragile e mortale raccontasse il Dio vivente e vero.
 

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Chiamati da ciò che ancora non è

 
«Solo chi conosce Dio, conosce l’uomo». Nel divenire è la libertà, nella libertà si decide il destino: Guardini osava parlare del destino di Dio negli uomini.
 
Anticipiamo uno stralcio della relazione che Gerl-Falkovitz tiene al Meeting di Rimini nel pomeriggio del 19 agosto in occasione della presentazione della mostra Romano Guardini 1885-1968. «Vorrei aiutare gli altri a vedere con occhi nuovi». Sarà proprio la studiosa tedesca, professore emerito di Filosofia delle religioni e Scienze religiose comparate all’università di Dresda, a ricevere il prossimo Premio internazionale Medaglia d’oro al merito della cultura cattolica. Lo annuncerà nel corso dell’incontro Francesca Meneghetti, presidente dalla Scuola di cultura cattolica di Bassano del Grappa. L’incontro sarà introdotto da Monica Scholz-Zappa, che insegna Scienze linguistiche e culturali all’università Albert-Ludwig di Friburgo in Brisgovia (e ha curato la traduzione in italiano)

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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