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L’aria di Nazaret (Solennità dell’Annunciazione del Signore)

 
Il vangelo dell’Annunciazione (Lc 1, 26-38) fissa per noi un preciso appuntamento nella casa di Nazaret.
 
Chissà come doveva essere quella casa? A noi non interessa come fosse materialmente quella dimora ma che aria si respirasse. È il vangelo stesso a lasciarci presagire lo stile di quella casa: una casa totalmente aperta, se è vero che l’angelo di Dio può avervi accesso liberamente. Entrando da lei, ricorda Lc. Non poche volte, infatti, la nostra esistenza non conosce la bellezza di un nuovo annuncio e di una nuova possibilità, solo perché c’è una chiusura che non permette ad alcun angelo di varcare la soglia della nostra vita.

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Le opere di Dio da ricordare e alle quali ispirarsi sono quelle improntate all’amore

 
Ci ha colpiti il legame ideologico degli attentatori, che non abbiamo paura di chiamare terroristi, a Christchurch in Nuova Zelanda, con la glorificazione della battaglia di Lepanto.
 
È presentata come modello per la soluzione dello scontro di civiltà e culture diverse e accostata all’esaltazione della violenza e della forza fisica come unica possibilità di sopravvivere al mutare della storia, per non essere spazzati via dagli altri, sulle tracce di quello che lo scrittore francese Renaud Camus chiama «la grande sostituzione».Nell’immaginario comune la battaglia di Lepanto è stata presentata come «una grande opera di Dio», specialmente in Italia, in Spagna e nei paesi germanici. Ad una attenta lettura teologica della storia non si può mantenere questa interpretazione.

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Nel cuore della Chiesa e del mondo

 
Ricordando Anna Maria Canopi.  Riproponiamo un articolo di madre Anna Maria Canopi, morta ieri nell’abbazia benedettina Mater Ecclesiae da lei fondata nel 1973 nell’isola di San Giulio, sul lago d’Orta, in provincia di Novara.
 
«Si parla tanto di vite sprecate: ma sprecata è soltanto la vita di chi la lascia passare senza rendersi conto che esiste Dio» (Søren Kierkegaard). Nella memoria liturgica della Presentazione di Maria al tempio i cristiani sono esortati a pregare specialmente per le claustrali. Secondo la tradizione, Maria fu condotta al tempio in tenera età per esservi educata alla scuola della Parola di Dio e della preghiera. Come la Vergine Maria tutta raccolta sotto lo sguardo di Dio e intenta a Lui solo ne riceve e ne riflette la luce della santità senza nulla trattenere per sé, così ogni vergine consacrata è tutta donata a Dio e tutta dono per gli altri; vive in totale gratuità.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 23 Marzo 2019 10:56 )

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Roncalli considerava san Giuseppe «il miglior maestro e patrono dei diplomatici della Santa Sede»

 
Il 19 marzo 1961 con una lettera apostolica Giovanni XXIII affida a san Giuseppe il concilio Vaticano II ·
 
Grande era la devozione di Angelo Giuseppe Roncalli per san Giuseppe, padre discreto e sempre presente di Gesù. Allo stesso modo Giovanni XXIII, mite pastore, si sentiva padre della Chiesa e di tutti i suoi fedeli. Roncalli considerava san Giuseppe «il miglior maestro e patrono dei diplomatici della Santa Sede», perché sapeva obbedire e tacere, e quando occorreva parlare lo faceva con misura e garbo, caratteristiche proprie di un diplomatico. Questa convinzione — rivelata poi sulle pagine dell’Osservatore Romano del 20-21 marzo 1961 — la espresse nel 1925 al segretario di Stato cardinale Pietro Gasparri, quando ricevette la notizia della sua nomina a visitatore apostolico in Bulgaria e la conseguente promozione a vescovo che sarebbe avvenuta proprio nella festa di san Giuseppe, il 19 marzo 1925.

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