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Un vescovo amato: I funerali del cardinale Tettamanzi

 
«La morte di questo uomo “amabile e amato”, come l’ha definito Papa Francesco nel suo messaggio, non è una sconfitta della vita. Al contrario, ne è la pienezza.
 
La sua morte è una vittoria», perché «chi muore in Cristo Gesù partecipa di tutta la sua opera di redenzione». Essa, «in senso definitivo, è risurrezione». La liturgia della Parola si è intrecciata ai ricordi nell’omelia pronunciata questa mattina in duomo dall’amministratore apostolico di Milano, cardinale Angelo Scola, in occasione delle esequie del cardinale arcivescovo emerito Dionigi Tettamanzi, morto sabato scorso all’età di 83 anni. «Colpiva in lui il permanente sorriso, espressione di un’umanità contagiosa, riverbero della tenerezza di Gesù e di Maria santissima verso tutti coloro che incontrava e con eccezionale pazienza salutava a uno a uno», ha detto Scola.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 09 Agosto 2017 04:28 )

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La luce della Trasfigurazione: · Anniversario della morte di Paolo VI

 
La festa della domenica, Pasqua della settimana, è quest’anno 2017 accresciuta dalla coincidenza con quella della Trasfigurazione del Signore. Le accomuna il tema della luce. 
 
La Domenica, infatti, è, come cantava nell’inno Hic est dies sant’Ambrogio, «il giorno vero di Dio, sereno di mistica luce»; nel mistero della Trasfigurazione, per suo verso, il volto di Gesù «brillò come il sole»: un sole che non tramonterà mai, ma che risplenderà per sempre di una luce serena, che non acceca, attira lo sguardo e rallegra per il suo divino fulgore, commentava Pietro il Venerabile.A noi questa festa è cara anche perché ci ricorda il transito al cielo del beato Paolo VI, il cui corpo, che poi onoreremo, è deposto in queste Grotte. In una biografia di Cristina Siccardi è definito «il Papa della luce». Il suo permanente anelito alla luce rimane definitivamente scolpito in quel mirabile Pensiero alla morte che, quando l’apprendemmo dopo che fu letto nella congregazione generale dei cardinali il 10 agosto 1978, lasciò attoniti e commossi.
 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 06 Agosto 2017 08:29 )

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Il clero di oggi. I «nuovi» sacerdoti? Solidi ma flessibili

 
Eccoli, il prete, il religioso e la religiosa del ventunesimo secolo. Solidi, ma anche flessibili; fermi nelle certezze della fede, ma capaci di adattarle pastoralmente alle provocazioni dei tempi, all’incontro con persone tutte diverse.
 
Solidi e fermi ma anche pronti e reattivi a cambiare quando il cambiamento bussa, quando un dubbio attraversa la vita, quando l’organizzazione si rivela vecchia e incapace di incontrare la gente e dare risposte adeguate alle loro domande e alle provocazioni dei tempi. Solidi e fermi ma non disarmati quando dubbio e cambiamento affiorano dalla loro anima, dopo essere rimasti a lungo silenti, ed esigono spazio. Capaci di cambiare, anche in modo radicale e veloce. Sempre restando solidi e fermi, punti di riferimento per la comunità. Esistono? Forse qualcuno, qua e là, sì. Ma per ora questo rimane un obiettivo, ben chiaro a molti, forse, ma non a tutti, e che solo qualcuno sta concretamente cercando di perseguire. Eppure i segnali che qualcosa, anzi molto andrebbe modificato sono innumerevoli e parlano chiaro.
 

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Come uccidere un prete (don Aldo Buonaiuto)

 
Ogni tanto capita di sentire che anche anche per qualche c'è il dramma del suicidio. Drammi che non verranno mai compresi se non si entra nel loro vissuto.
 
Di fatto c’è una grande scollatura tra la vita di un ecclesiastico e la società civile. I preti, per la maggior parte, vivono completamente soli senza avere nessuno accanto e molto spesso abbandonati a se stessi. La gente, il popolo difficilmente comprende il proprio pastore, il suo stato d’animo; anzi usualmente lo vedi celere a criticare, senza risparmiargli nulla. Nei confronti dei religiosi si è diventati iper intransigenti, a volte spietati. La crisi di valori della società poi, ha capovolto anche il modello sacerdotale, riducendolo da punto di riferimento che era, a un odierno facchino della fede, utile a sbrigare i compiti necessari per definirsi un cristiano.

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