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Chi ha visto ne da testimonianza

 

PREDICA DEL VENERDI' SANTO NELLA BASILICA DI SAN PIETRO (padre Raniero Cantalamessa)

Venuti da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate (Gv 19, 33-35). Nessuno potrà mai convincerci che questa solenne attestazione non corrisponda alla verità storica, che chi dice di essere stato lì e di aver visto, in realtà non era presente e non ha visto. Ne va di mezzo, in questo caso, dell’onestà dell’autore. Sul Calvario, ai piedi della croce, c’era la madre di Gesù e, accanto a lei, “il discepolo che Gesú amava”. Abbiamo un testimone oculare!

 

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OMELIA DI PAPA FRANCESCO (MESSA CRISMALE 2018)

 
Cari fratelli, sacerdoti della diocesi di Roma e delle altre diocesi del mondo!
 
Leggendo i testi della liturgia di oggi mi veniva alla mente, con insistenza, il passo del Deuteronomio che dice: «Infatti quale grande nazione ha gli dei così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?» (4,7). La vicinanza di Dio… la nostra vicinanza apostolica. Nel testo del profeta Isaia contempliamo l’inviato di Dio già “unto e mandato”, in mezzo al suo popolo, vicino ai poveri, ai malati, ai prigionieri…; e lo Spirito che “è su di Lui”, che lo spinge e lo accompagna lungo il cammino. Nel Salmo 88 vediamo come la compagnia di Dio, che fin dalla giovinezza ha guidato per mano il re Davide e gli ha prestato il suo braccio, adesso che è anziano prende il nome di fedeltà: la vicinanza mantenuta nel corso del tempo si chiama fedeltà.

 

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La morte di Gesù nel vangelo secondo Luca (Luciano Manicardi)

 
La sua morte diviene esemplare. Tanto che Luca mostrerà negli Atti degli Apostoli che Stefano morirà come Gesù. Come si può seguire Gesù nella vita, così lo si può seguire nella morte. La morte di Gesù è esempio delle morti dei martiri.
 
Il racconto di Luca della morte di Gesù presenta tratti peculiari e specifici rispetto tanto a Marco quanto a Matteo:«Era già circa l'ora sesta e si fece buio su tutta la terra fino all'ora nona perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo e Gesù, esclamando a gran voce disse: “Padre, nelle tue mani affido il mio spirito". Detto questo, spirò. Ora, il centurione, vedendo l’accaduto, glorificava Dio dicendo: "Veramente quest'uomo era giusto!". E tutte le folle accorse insieme a quella visione, avendo osservato l'accaduto, se ne tornavano percotendosi il petto. Stavano là tutti i suoi conoscenti, da lontano, e anche le donne che l'avevano seguito insieme fin dalla Galilea, a vedere queste cose» (Lc 23,44-49).

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Indossiamo le armi della luce

 
LA PUREZZA CRISTIANA (quinta predica Quaresima 2018: Padre Raniero Cantalamessa)
 
Nel nostro commento alla parenesi della Lettera ai Romani, siamo giunti al punto dove si dice: “La notte è avanzata il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri” (Rm 13, 12-14). Sant’Agostino, nelle Confessioni ci narra il posto che questo brano ebbe nella sua conversione. Era giunto ormai a un’adesione quasi totale alla fede. Ma c’era una cosa che lo tratteneva: la paura di non riuscire a vivere casto. Viveva, come si sa, con una donna senza essere sposato.

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