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Là dove risuonano i passi di Cristo attraverso la storia

 
Intervista a José Tolentino de Mendonça, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa
 
Nello splendido monastero cinquecentesco dos Jerónimos, a Lisbona, il pomeriggio del 28 luglio, José Tolentino de Mendonça — che il i° settembre assumerà il nuovo incarico di Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa — riceve l’ordinazione episcopale come arcivescovo titolare di Suava. La concelebrazione eucaristica è presieduta dal cardinale patriarca Manuel Clemente. Conconsacranti sono il cardinale António Augusto dos Santos Marto, ordinario di Leiria-Fátima, e il vescovo emerito di Funchal, Teodoro de Faría. Il 28 luglio è una data che ritorna nella biografia di de Mendonça: in questo stesso giorno del 1990, infatti, era stato ordinato sacerdote per la diocesi di Funchal (Madeira). Di seguito pubblichiamo quasi per intero l’intervista dell’agenzia «Ecclesia».

 

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Clerc, il silenzio di Dio abita vette impervie

 
Amico dello scrittore Emmanuel Carrère, già autore di un saggio sul “buddhismo comune”, scettico verso i monoteismi ma sensibile alle tracce del sacro: un suo libro sul mistero divino
 
«Fin dall’infanzia egli si è chiesto: che cosa ci faccio qui? E chi è “io”? Molte persone possono anche vivere tutta la loro esistenza senza neppure essere sfiorate da queste domande – o, se lo sono, ciò accade fuggevolmente, e non faticano a passare oltre. Ma vi sono anche altri generi di persone. Per loro è diverso. Sono più o meno saggi dei primi, su questo si può discutere all’infinito: il fatto è che non si sono mai ripresi da quella specie di stupore che impedisce loro di vivere senza chiedersi perché vivono, qual è il senso di tutto ciò, se pure ve n’è uno. Per costoro, l’esistenza è un punto interrogativo; e, anche se non possono escludere che a questa domanda non vi sia alcuna risposta, pure la cercano, è più forte di loro».
 

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Riconoscere l’opera di Dio

 
Il discernimento in un libro del gesuita Pietro Schiavone ·
 
«Non prestate fede a ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio» (1 Giovanni, 4, 1). Non ogni spirito proviene da Dio, ammonisce san Giovanni. Laddove l’uomo si incammina verso il cuore della rivelazione divina, non di rado si scopre di essere agitato e provato da vari spiriti. È perciò necessario individuare l’origine degli spiriti che ci muovono. Vi sono, insegna una lunga tradizione che risale all’Antico Testamento, fondamentalmente due spiriti: lo spirito di Dio e lo spirito del serpente (cfr. Genesi, 3), lo spirito di Cristo e lo spirito dell’anticristo, lo spirito dell’«umile servizio» da una parte, lo spirito di «onore del mondo» e «immenso orgoglio» dall’altra.

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Alla scuola di San Francesco di Sales: vivere serenamente

 
Una spiritualità basata sulla bontà di Dio e la convinzione che la pace del cuore si trova solo nella conformità alla sua volontà.
 
Le circostanze della vita sono il luogo dove noi troviamo Dio. Di qui il consiglio di accettare con amore la situazione in cui ci troviamo. Vivere serenamente si può. Per riuscirvi possono essere certamente di aiuto le scienze umane, che però, per quanto utili e raccomandate, da sole non bastano. La vera “ricetta” ce la offrono soprattutto i santi, nel senso che sono essi a indicarci dove sta la vera sorgente della pace del cuore: ossia in Dio. Uno di questi santi è senza dubbio san Francesco di Sales (1567-1622), un uomo che possedeva una personalità meravigliosamente equilibrata e integrata, unita a una profonda spiritualità. Oltre a una grande santità di vita egli era dotato anche di un fine intuito psicologico che fece di lui un ricercato direttore spirituale.
 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 22 Luglio 2018 05:59 )

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