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Per una vita vissuta con Maria nella Chiesa

 
Ad ogni cristiano, tanto più al cristiano erudito, sorge spontanea e doverosa la domanda: Perché vivere e agire “con Maria”? Non è fondamentale e normativo vivere e agire “con Cristo, per Cristo, in Cristo”, a gloria del Padre nello Spirito Santo? Perché “aggiungere” anche Maria? 
 
Certamente non sono da porre sullo stesso piano Gesù e Maria, il Creatore e la creatura, il Signore e la serva, il Redentore e la prima redenta, il Figlio Dio-uomo e la pura creatura, anche se per grazia unica e potenza divina è diventata veramente madre di Dio secondo la carne che da lei il Verbo ha assunto «per noi e per la nostra salvezza». Tra Dio e la creatura c’è un abisso, tra il Figlio e la Madre una distanza infinita. Egli è l’unico Mediatore tra il Padre e l’umanità (1 Tm 2, 5-6), anzi tra il Padre Creatore e il cosmo tutto da lui creato: poiché tutto è stato creato per mezzo di lui (Gv 1,3), e in vista di lui (Col 1,16), e in lui tutto sussiste (Col 1,17), lui, che porta l’intero universo con la potenza della sua parola (Eb 1,3).
 

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"Natale non è solo dei cristiani In ballo c'è la nostra civiltà"

 
Intervista al filosofo Massimo Cacciari : «L'indifferenza avvolge cattolici e laici, non hanno presente il significato sconvolgente della festa»
 
Il Natale. Massimo Cacciari è un crescendo stizzito, quasi una filastrocca di imprecazioni: «Il Natale dei panettoni, il Natale delle pubblicità, il Natale dei soldi. Il Natale oggi è una festina». E nel dirlo si avverte la smorfia di disgusto. La cronaca è un susseguirsi di episodi mortificanti: la scuola che abolisce il presepe nel segno del politicamente corretto, il parroco che ha paura di celebrare la messa di mezzanotte, la comunità che rinuncia ai canti tradizionali per non urtare l'altrui sensibilità. Il filosofo si spazientisce di nuovo, poi taglia corto come una ghigliottina: «Sono i cristiani i primi ad aver abolito il Natale».

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La spiritualità dell'avvento (Mt 24, 37-44)

 
Non siamo ancora quello che dobbiamo essere, dobbiamo diventarlo. Per cui la spiritualità dell'avvento implica l'attesa del dono per riconoscerlo e accoglierlo.
 
Questa pagina ci presenta in trasparenza molte icone della venuta di Dio nella nostra vita, quasi sovrapposte: l'una richiama l'altra, da quella più immediata della venuta d'ogni giorno all'ultima, attraverso Cristo Risorto, che è appunto l'immagine del compimento del nostro cammino storico, personale e comunitario: una sovrapposizione in cui l'immagine successiva completa quella precedente. L'avvento ci vuole educare all'accoglienza della venuta di Dio nella nostra vita, ci vuole sensibilizzare alla consapevolezza della nostra condizione di creature, al riconoscimento del dono di Dio e alla sua accoglienza. Sono tre momenti della spiritualità dell'avvento.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 27 Novembre 2017 12:19 )

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Esempi di fede: Maria, modello e maestra di fede

 
“Se vogliamo capire che cos’è la fede – ha detto Papa Francesco –, dobbiamo narrare il suo percorso, il cammino degli uomini credenti”.
 
Dopo aver meditato su diversi aspetti della fede attraverso la vita di alcune grandi figure dell'Antico Testamento – Abramo, Mosè, Davide, Elia –, continuiamo a percorrere la storia della nostra fede anche attraverso alcuni personaggi del Nuovo Testamento, dove, con Cristo, la Rivelazione raggiunge pienezza e compimento: Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio[1].

 

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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