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Un pezzo di storia del pensiero · Nel museo del Pontificio istituto biblico

 
L’interno del Pontificio istituto biblico
 
Un museo racchiude più di quanto contiene. Si tratta della componente immateriale che ogni singolo oggetto assume attraverso la propria storia collezionistica caricandosi di valori attraverso le epoche, così come un dono di omerica memoria acquistava pregio in base a chi lo aveva posseduto. Ciò si verifica in modo peculiare nelle collezioni che con il proprio contenuto finiscono per narrare anche un capitolo della storia del pensiero e della cultura. Uno di questi capitoli è rappresentato dal museo del Pontificio istituto biblico, le cui sezioni storiche, archeologiche, numismatiche ed etnologiche furono depositate e affidate ai Musei vaticani nel 1982, per oltre seimilatrecento oggetti a oggi inventariati.
 

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INCONTRO DEL PAPA CON I SACERDOTI, RELIGIOSI, SEMINARISTI DEL SEMINARIO REGIONALE E DIACONI PERMANENTI

 
Ho scelto come metodo, per essere più spontaneo, che voi facciate delle domande e io rispondo. Ho ricevuto tanti progetti di domande, ma sono due quelle che verranno fatte
 
Sacerdote: Santo Padre, sono qui a proporre una delle domande, delle tante che sono pervenute da preti, diaconi, consacrati e consacrate. Gesù inviò i suoi apostoli a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi (cfr Lc 10,1). Come può esprimersi, come può crescere questa esigenza evangelica della fraternità nella nostra vita di presbiteri? Grazie. Papa Francesco: Il centro della domanda è la fraternità nella vita dei presbiteri. Questa fraternità si esprime nel presbiterio. Andiamo anche oltre. A volte, scherzando tra i religiosi e i sacerdoti diocesani, i diocesani dicono: “Io sono dell’ordine che ha fondato San Pietro” - cioè dell’ordine vero -, “voi, vi ha fondato il santo tale, il beato tale…”. E’ così, no? Ma qual è il centro, qual è proprio il nocciolo della spiritualità della vita del presbitero diocesano? La diocesanità. Noi non possiamo giudicare la vita di un presbitero diocesano senza domandarci come vive la diocesanità.

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La libertà dei due misteri

 
Non chiudersi in rappresentazioni strumentali di Dio: le distorsioni del volto di Dio
 
Al termine del libro di Giobbe, rivolgendosi a uno dei tre sapienti orientali, Dio dice: «La mia ira si è accesa contro di te e contro i tuoi due amici, perché non avete detto di me cose rette come il mio servo Giobbe» (Gb 42,7). L’affermazione è davvero sorprendente. Pur a costo di rompere l’amicizia con Giobbe, essi si erano messi decisamente dalla parte di Dio e si erano fatti un punto di onore di difendere le verità che caratterizzavano il suo essere e il suo agire. Giobbe, invece, dopo le più o meno convinte parole rassicuranti iniziali, aveva rasentato la bestemmia con tutta una serie di accuse lanciate direttamente a Dio, sia perché lo riteneva responsabile di tutte le sue disgrazie sia perché ai suoi occhi egli agiva arbitrariamente o in maniera indifferente nel governo del creato e della storia del genere umano. Ci si sarebbe perciò aspettati un elogio da parte di Dio per i tre sapienti e una rampogna nei confronti di Giobbe. Invece, avviene il contrario.
 

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Formazione e trasformazione (Anselm Grün osb)

 
Il  cammino spirituale dice che  tutto può  essere  trasformato. Ma può essere  trasformato  solo  ciò  che noi  accettiamo  e  guardiamo. 
 
Il pericolo è che qualcuno non  sia pronto  a  guardare  la propria  verità. Allora non prende  la  strada della  trasformazione, ma  la  strada della  compensazione che  lo porta  in un  vicolo  cieco.
Io non sono un maestro dei novizi. Posso solo parlare a partire dalla mia esperienza nella “Recollectiohaus”, una casa per sacerdoti e consacrati che sono entrati in crisi. Là faccio dunque esperienza dei deficit della formazione. Vi incontro dei consacrati che non hanno mai incontrato la loro propria verità, che hanno trascurato dei bisogni importanti. Nei primi anni della loro vita consacrata andava tutto abbastanza bene, ma prima o poi essi devono affrontare la loro propria verità, i loro bisogni di amore e di amicizia, la loro sessualità, il loro essere uomini o il loro essere donne. Vorrei scegliere soltanto tre ambiti che mi sembrano oggi importanti per la formazione.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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