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Cammino quaresimale: impiantare nei cuori la sapienza della croce (Bifet)

 
Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto (Gv 19,37).
 
La “croce” è stata e sempre sarà la nota caratteristica del cristianesimo. E’ un segno che ci parla di “Qualcuno”, Cristo che ci ha amato «e ha dato se stesso per noi» (Ef 5,2). Il Signore trasformò questo degno in simbolo di donazione totale. La vita appare in tutta la sua bellezza solo a partire dalla croce di Cristo. Il segno della croce non si riferisce solo a Cristo, ma a ogni suo seguace, chiamato a “completarlo”  (cf Col 1,24) e a prolungarlo  nello spazio e nel tempo . Noi cristiani  collochiamo il segno della croce  in ogni luogo, ma siamo “cristiani” solo quando ci decidiamo a trasformare la vita in donazione: «Sono stato crocifisso con Cristo»  (Gal 2,19). La croce senza Crocifisso, visibile o invisibile, non sarebbe che un semplice ornamento.

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 13 Febbraio 2018 06:31 )

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Benedetto XVI e il suo viaggio verso il Paradiso, la lettera che stupisce

 
“Sono in pellegrinaggio verso Casa”.
 
Leggendo con ragionevole distacco questa lettera di Benedetto non si fatica a immaginarselo come la quarta sponda del concilio: Giovanni il profeta che convoca, Paolo che realizza, Ratzinger il teologo che corrobora, Francesco il pastore che umanizza. Un filo che li unisce e che insieme a Giovanni Paolo II e Giovanni Paolo I è riuscito a salvare finora quell’assise di svolta storica da quanti hanno pensato e sperato che la Chiesa tornasse a innamorarsi del guardare il passato anziché di aprirsi con coraggio al futuro. Con la loro azione e il loro insegnamento hanno consolidato in maniera irreversibile la riforma della Chiesa cattolica.

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Quaresima. Papa Francesco: l'elemosina come stile di vita

 
Nel messaggio per la Quaresima 2018 papa Francesco indica la preghiera, la condivisione e il digiuno come rimedi al cuore freddo. Attenzione ai falsi profeti . "Per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti" (Mt 24,12)
 
Cari fratelli e sorelle, ancora una volta ci viene incontro la Pasqua del Signore! Per prepararci ad essa la Provvidenza di Dio ci offre ogni anno la Quaresima, «segno sacramentale della nostra conversione», che annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita. Anche quest’anno, con il presente messaggio, desidero aiutare tutta la Chiesa a vivere con gioia e verità in questo tempo di grazia; e lo faccio lasciandomi ispirare da un’espressione di Gesù nel Vangelo di Matteo: «Per il dilagare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà» (24,12).

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QUALE USO DEL TABLET NELLA LITURGIA?

 
Da qualche tempo, si stanno diffondendo molti sussidi per la celebrazione della liturgia delle ore: app per tablet e cellulari, ma anche pubblicazioni mensili che ne riportano il testo mese per mese.
 
Mi chiedo, però, se questi strumenti possano sostituire il libro «classico», tanto nella preghiera personale quanto in quella comunitaria.   
RISPONDE DON SILVANO SIRBONI. La nostra generazione è inevitabilmente e grosso modo spaccata in due. Circa una metà appartiene all’epoca del cartaceo, l’altra metà è invece cresciuta nell’era digitale. I primi, quand’anche abbiano una qualche confidenza con i nuovi devices, sentono pur sempre un certo disagio. I secondi, invece, non sembrano avere alcuna difficoltà a usare questi strumenti; né sembra faccia loro alcun problema usarli anche nella preghiera. 
 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 05 Febbraio 2018 15:25 )

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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