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Affinità tra Cristo e cristiano (Hans Urs Von Balthasar

 
Come si uniscono le cose inconciliabili?
 
Il nome di cristiano viene da Cristo. La sua essenza sta e cade con l’essenza di Cristo. Ciò è chiaro. Ma ora sorge minacciosa la domanda: quale affinità essenziale, quale tipo di comunione può esistere tra Cristo ed il cristiano? Un primo ed insuperabile enunciato per chiunque crede veramente all’essenza ed all’opera di Cristo dice: Cristo è Figlio unico del Padre, l’unico mediatore tra Dio e l’uomo, l’unico Redentore che in croce ha soddisfatto per tutti, la ‘primizia’ anche dei risorgenti dai morti, che, secondo Paolo, detiene il primato in tutto (Col. 1,1-9). Ciò che egli è, ciò che si effettua per mezzo suo, è circoscritto nella più completa solitudine della sua dignità divino-umana.

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Là dove risuonano i passi di Cristo attraverso la storia

 
Intervista a José Tolentino de Mendonça, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa
 
Nello splendido monastero cinquecentesco dos Jerónimos, a Lisbona, il pomeriggio del 28 luglio, José Tolentino de Mendonça — che il i° settembre assumerà il nuovo incarico di Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa — riceve l’ordinazione episcopale come arcivescovo titolare di Suava. La concelebrazione eucaristica è presieduta dal cardinale patriarca Manuel Clemente. Conconsacranti sono il cardinale António Augusto dos Santos Marto, ordinario di Leiria-Fátima, e il vescovo emerito di Funchal, Teodoro de Faría. Il 28 luglio è una data che ritorna nella biografia di de Mendonça: in questo stesso giorno del 1990, infatti, era stato ordinato sacerdote per la diocesi di Funchal (Madeira). Di seguito pubblichiamo quasi per intero l’intervista dell’agenzia «Ecclesia».

 

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Clerc, il silenzio di Dio abita vette impervie

 
Amico dello scrittore Emmanuel Carrère, già autore di un saggio sul “buddhismo comune”, scettico verso i monoteismi ma sensibile alle tracce del sacro: un suo libro sul mistero divino
 
«Fin dall’infanzia egli si è chiesto: che cosa ci faccio qui? E chi è “io”? Molte persone possono anche vivere tutta la loro esistenza senza neppure essere sfiorate da queste domande – o, se lo sono, ciò accade fuggevolmente, e non faticano a passare oltre. Ma vi sono anche altri generi di persone. Per loro è diverso. Sono più o meno saggi dei primi, su questo si può discutere all’infinito: il fatto è che non si sono mai ripresi da quella specie di stupore che impedisce loro di vivere senza chiedersi perché vivono, qual è il senso di tutto ciò, se pure ve n’è uno. Per costoro, l’esistenza è un punto interrogativo; e, anche se non possono escludere che a questa domanda non vi sia alcuna risposta, pure la cercano, è più forte di loro».
 

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Riconoscere l’opera di Dio

 
Il discernimento in un libro del gesuita Pietro Schiavone ·
 
«Non prestate fede a ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti, per saggiare se provengono veramente da Dio» (1 Giovanni, 4, 1). Non ogni spirito proviene da Dio, ammonisce san Giovanni. Laddove l’uomo si incammina verso il cuore della rivelazione divina, non di rado si scopre di essere agitato e provato da vari spiriti. È perciò necessario individuare l’origine degli spiriti che ci muovono. Vi sono, insegna una lunga tradizione che risale all’Antico Testamento, fondamentalmente due spiriti: lo spirito di Dio e lo spirito del serpente (cfr. Genesi, 3), lo spirito di Cristo e lo spirito dell’anticristo, lo spirito dell’«umile servizio» da una parte, lo spirito di «onore del mondo» e «immenso orgoglio» dall’altra.

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