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Donne della Scrittura

 
«Tutti gli incontri di Gesù nascono dal suo amore gratuito» scrive Nuria Calduch-Benages nell’introduzione al libro da lei curato.
 
Donne dei Vangeli (Milano, Vita e Pensiero, 2018, pagine 110, euro 12) in libreria dal prossimo 21 giugno, che raccoglie testi comparsi sul mensile dell’Osservatore Romano «donne chiesa mondo». I capitoli sono scritti da bibliste di diverse confessioni religiose provenienti da Europa, Africa, America e ciascuno è dedicato a una figura femminile narrata nei vangeli. «La gratuità — continua Calduch, biblista che insegna alla Pontificia università Gregoriana — si manifesta nella preferenza che Gesù sente per i poveri, i piccoli e gli emarginati per tanti motivi (stranieri, ammalati, handicappati, peccatori, pubblicani, prostitute...). Tutte le nostre protagoniste appartengono, in un certo qual modo, a questa categoria di vittime della società, sia per il loro sesso, la loro malattia, il loro mestiere, religione o nazionalità».
 
Donne dei Vangeli sarà presentato nel pomeriggio del 31 maggio all’ambasciata spagnola presso la Santa Sede insieme al libro Mujeres de la Biblia (Madrid, Ppc, 2018, pagine 128, euro 15), traduzione spagnola di Donne della Bibbia (Milano, Vita e Pensiero, 2017, pagine 114, euro 12), raccolta dei ritratti che sono usciti su «donne chiesa mondo» a cura sempre di Nuria Calduch-Benages. In quell’occasione la biblista spagnola terrà una lezione sulle donne nella Scrittura; interverranno poi Lucetta Scaraffia, che dirige il mensile «donne chiesa mondo», e del direttore dell’Osservatore Romano, moderati dal consigliere ecclesiastico dell’ambasciata, don Antonio Pelayo.
 
«Riguardo alle donne — e lo stesso vale per i poveri, i peccatori e i piccoli — Gesù operò un’autentica rivoluzione» scrive ancora Nuria Calduch-Benages nell’introduzione alla raccolta di saggi sulle donne del Vangelo. «Non sviluppò alcuna dottrina, né dettò regole di comportamento, ma il suo atteggiamento fu così nuovo, così inclusivo, così dirompente da provocare scandalo e incomprensione tra i suoi contemporanei, a cominciare dai suoi stessi discepoli (cfr. Giovanni 4, 27). Gesù reagì contro le ingiustizie di cui erano vittime le donne e, senza badare ai pregiudizi maschilisti e alle usanze dell’epoca, si schierò in loro favore, invitando a concepire in maniera del tutto diversa il ruolo delle donne nella società del suo tempo e anche il modo di considerarle, di guardarle.
 
All’epoca le donne giudee erano, da una parte, molto rispettate e tenute in grande considerazione in quanto madri di famiglia ma, dall’altra, non avevano accesso all’ambito pubblico, da sempre riservato esclusivamente ai maschi. Il loro spazio vitale era ridotto al focolare. Gesù, invece, accetta le donne nel suo gruppo di discepoli, le incorpora nella sua missione senza imporre condizioni o divieti. Grazie a lui, esse possono uscire dall’ambito privato per seguirlo nel suo cammino itinerante e ascoltare i suoi insegnamenti. Gesù non ha mai escluso le donne dalla sua sequela».