Home Spiritualità IL BATTESIMO DAL REGISTRO ALLA VITA (don Tonino Lasconi)

IL BATTESIMO DAL REGISTRO ALLA VITA (don Tonino Lasconi)


«Alcuni uomini, con inganno maligno, sogliono portare ovunque il nome (cristiano), pur compiendo azioni indegne di Dio..." (S. Ignazio d'Antiochia)

«Meglio vivere come un ateo anziché dare una contro-testimonianza dell'essere cristiani», ha detto Papa Francesco, facendo come sempre il botto. I media, ovviamente senza preoccuparsi di riferire le parole nel loro contesto, hanno applaudito, perché hanno ritenuto il papa d’accordo con loro quanto ci dicono: “E poi ci vai in chiesa!”; “E poi ci fai il prete”. E fin qui tutto normale. Siamo vaccinati. Meno normali i malumori dei “battezzati” che ritengono papa Francesco imprudente nel denunciare i difetti dei cristiani, perché a noi fanno bene queste scudisciate per ricordarci di tirare fuori il nostro battesimo dai registri parrocchiali e portarlo dentro la vita concreta di ogni giorno.

 

Sono provvidenziali! Sant’Ignazio di Antiochia, Il terzo successore di san Pietro a vescovo di Antiochia, quindi nei primi anni del cristianesimo, bacchettava così: «Alcuni uomini, con inganno maligno, sogliono portare ovunque il nome (cristiano), pur compiendo azioni indegne di Dio: costoro li dovete scansare come bestie feroci. È meglio essere cristiano senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo». Altro che papa Francesco!

Questi richiami, se non ci arrivano, dobbiamo farceli da soli, perché è sempre in agguato la tendenza a ridurre il battesimo al dovere di pregare e partecipare alla Messa. Non deve essere così. La preghiera e la Messa sono mezzi per riuscire a dare al battesimo la capacità di testimoniare Gesù nella vita.

Ma che vuol dire portare il battesimo nella vita? Per dirla facile: essere persone che fanno fare bella figura a Gesù.