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Chiesa. Il Sinodo per l'Amazzonia, cose da sapere

 
Annuncio del Vangelo, tutela del Creato, rispetto delle culture locali, al centro dell'Assemblea dei vescovi dedicata all'Amazzonia. Una nostra piccola guida in forma di domande e risposte. Il Sinodo per l'Amazzonia, cose da sapere
 
   
Con la Messa presieduta dal Papa nella Basilica Vaticana, domenica 6 ottobre alle 10 si apre il Sinodo per l’Amazzonia. O per dirla in modo più corretto, viene inaugurata l’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi che si concluderà il 27 ottobre. Tema dei lavori: “Amazzonia: Nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”. Cos’è il Sinodo? Il Sinodo dei vescovi è stato istituto da san Paolo VI il 15 settembre 1965 con il motu proprio “Apostolica sollicitudo”. È nato nel contesto del Concilio Vaticano II che, con la Costituzione dogmatica “Lumen gentium” (21 novembre 1964), si era ampiamente concentrato sulla dottrina dell’episcopato, sollecitando un maggior coinvolgimento dei vescovi nelle questioni che interessano la Chiesa universale.
 
Scopo dei lavori è infatti discutere collegialmente, sotto la presidenza del Papa, temi di primaria importanza che riguardano la vita della Chiesa. Il Sinodo si riunisce in diversi tipi di Assemblea: in Assemblea generale ordinaria, per le materie che riguardano il bene della Chiesa universale; in Assemblea generale straordinaria, per questioni di urgente considerazione; in Assemblea speciale, per temi che toccano maggiormente una o più regioni determinate. Al Pontefice compete, inoltre, convocare un’Assemblea sinodale secondo altre modalità da lui stabilite.
 
Perché un Sinodo sull’Amazzonia?
Lo ha spiegato direttamente il Papa, nel giorno in cui lo ha indetto, il 15 ottobre 2017. L’obiettivo principale – spiegò allora Francesco – è “trovare nuove vie per l’evangelizzazione di quella porzione del popolo di Dio, in particolare le persone indigene, spesso dimenticate e senza la prospettiva di un futuro sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di fondamentale importanza per il nostro pianeta”. Vuol dire che il primo scopo è far conoscere il vero volto di Gesù a popoli e realtà spesso dimenticate, testimoniando che il Vangelo può essere vissuto pienamente nel rispetto delle culture locali. Scrive il documento preparatorio del Sinodo (n. 12): l’assemblea speciale per l’Amazzonia "è chiamata a individuare nuovi cammini per far crescere il volto amazzonico della Chiesa e anche per rispondere alle situazioni di ingiustizia della regione”.
 
Il Sinodo parlerà solo alle popolazioni amazzoniche?
Anche se i lavori vertono sull’Amazzonia, i temi che verranno affrontati, dall’annuncio del Vangelo all’attenzione verso gli ultimi, dalle nuove frontiere della pastorale al rispetto del Creato, riguardano la Chiesa universale. E l’intera famiglia umana.
 
Quando parliamo di Amazzonia cosa intendiamo?
Un territorio che si estende per 7,8 milioni di kmq in Sud America. La sua superficie occupa parte di ben nove Paesi: Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana francese. Di questa immensa distesa le foreste coprono circa 5,3 milioni di kmq, pari a oltre un terzo di quelle presenti sulla terra. Polmone verde per eccellenza del pianeta, serbatoio di ossigeno che fa respirare l’intera umanità, l’Amazzonia è anche una delle più grandi riserve di biodiversità e da sola contiene il 20% di acqua dolce non congelata delle terra.
 
Chi vi abita?
Si calcola che gli abitanti dell’Amazzonia ammontino a circa 34 milioni di persone di cui oltre tre milioni di indigeni, appartenenti a più di 390 gruppi etnici. Si tratta di popoli dalle culture più diverse, alcuni di discendenza africana, ma anche contadini, coloni, tutti comunque in una relazione vitale con la foresta e le acque dei fiumi. Secondo le ultime statistiche tuttavia aumenta anche la popolazione delle città. Si calcola che oggi tra il 70 e l’80% delle persone (circa 34 milioni) risiedano nelle città, molte delle quali non dispongono delle infrastrutture e delle risorse pubbliche necessarie per soddisfare le necessità della vita urbana.
 
Chi partecipa al Sinodo?
I cosiddetti padri sinodali, cioè i partecipanti ai lavori con diritto di voto sono 184 di cui 113 appartengono alle diocesi in cui sono suddivise le regioni amazzoniche. 13 sono invece i capi dicasteri della Curia Romana. Partecipano ai lavori anche 6 delegati fraterni e 12 invitati speciali. A completare l’elenco 25 esperti, 55 tra uditori e uditrici e 17 rappresentanti di popoli ed etnie indigene.
 
È vero che sarà un Sinodo verde, green?
È uno degli obiettivi di questa Assemblea dei vescovi. Oltre a promuovere iniziative direttamente collegate al rispetto dell’ambiente, le iscrizioni sono state on-line in modo da risparmiare sulla carta stampata e sulle spese postali. In più durante l’assise saranno usati bicchieri in materiale biodegradabile e borse di lavoro in fibra naturale.
 
Su cosa lavoreranno i padri sinodali?
Punto di partenza della discussione è l’Instrumentum laboris, documento che raccoglie le principali domande, i problemi, le proposte che arrivano dalle popolazioni dell’Amazzonia. Si compone di tre parti: la prima intitolata “La voce dell’Amazzonia” ha lo scopo di presentare la realtà del territorio e dei suoi popoli. Nella seconda parte, “Ecologia integrale: il grido della terra e dei poveri”, si raccoglie la problematica ecologica e pastorale. Infine nella terza parte, “Chiesa profetica in Amazzonia: sfide e speranze”, viene affrontata la problematica ecclesiologica e pastorale.
 
Fa discutere il tema dei “viri probati”. Chi sono?
In realtà nell’Instrumentum laboris il termine non compare. Non c’è dubbio però che la mancanza di ministri ordinati sia una delle emergenze pastorali dell’Amazzonia. Per questo il documento base del Sinodo al numero 129 recita: “Affermando che il celibato è un dono per la Chiesa, si chiede che, per le zone più remote della regione, si studi la possibilità di ordinazione sacerdotale di anziani, preferibilmente indigeni, rispettati e accettati dalla loro comunità, sebbene possano avere già una famiglia costituita e stabile, al fine di assicurare i Sacramenti che accompagnano e sostengono la vita cristiana”. Ma si tratta solo di un accenno al problema.
 
Come si svolgono i lavori del Sinodo?
Sono previste sessioni, dette Congregazioni generali cui partecipano tutti i padri sinodali. Ad aprire i lavori, la relazione detta “ante disceptationem” preparata dal relatore generale, in questo caso il cardinale brasiliano Claudio Hummes. In pratica nella prima fase dell’assemblea ciascun membro presenta agli altri la situazione della sua Chiesa particolare. Alla luce di queste testimonianze il relatore generale evidenzia in una nuova relazione i temi che dovranno essere dibattuti durante la seconda fase, quando tutti i membri del Sinodo si dividono in gruppi chiamati Circoli Minori. Questi ultimi hanno il compito di formulare suggerimenti e osservazioni, da tradurre in espressioni concrete, le proposizioni, destinate a essere votate. La Lista finale delle proposizioni viene quindi presentata in sessione plenaria e sottomessa al voto di ciascun padre sinodale, che può decidere in favore o contro.
 
Come seguire i lavori del Sinodo per l'Amazzonia?
Fino al 27 ottobre è possibile seguire quotidianamente sulle pagine del quotidiano Avvenire e sul sito online Avvenire.it approfondimenti e interviste che metteranno in luce i temi del Sinodo dedicato alle terre e ai popoli della grande foresta sudamericana.
 
Anche gli media della Conferenza episcopale, da Radio InBlu all'agenzia Sir fino a Tv2000, daranno spazio con interviste e servizi a quelli che saranno i temi al centro dell'assemblea dei vescovi. Anche Vatican News offrirà copertura dell'evento sinodale, attraverso video e articoli.