Home Eventi «Non vivacchiare, ma evangelizzare» Il Papa ai vescovi e sacerdoti

«Non vivacchiare, ma evangelizzare» Il Papa ai vescovi e sacerdoti

 
Papa Francesco nell'omelia della Messa celebrata a Cracovia nel Santuario intitolato a San Giovanni Paolo II 
 
Rivolgendosi a cardinali, vescovi, sacerdoti e religiosi che gremivano la chiesa decorata dai mosaici di Mark Rupnik si è rivolto idealmente a ognuno di loro come singolo discepolo del Vangelo. Bergoglio ha chiesto di fuggire sempre «le situazioni appaganti che lo metterebbero al centro, non si erge sui traballanti piedistalli dei poteri del mondo e non si adagia nelle comodità che infiacchiscono l'evangelizzazione; non spreca tempo a progettare un futuro sicuro e ben retribuito, per non rischiare di diventare isolato e cupo, rinchiuso nelle pareti anguste di un egoismo senza speranza e senza gioia». 
 
E ancora, il Papa riferendosi ha tratteggiato le caratteristiche del pastore dedito alla missione di evangelizzazione: «Contento nel Signore, non si accontenta di una vita mediocre, ma brucia del desiderio di testimoniare e di raggiungere gli altri; ama rischiare ed esce, non costretto da percorsi già tracciati, ma aperto e fedele alle rotte indicate dallo Spirito: contrario al vivacchiare, si rallegra di evangelizzare». 
 
Il Papa ha rilanciato il suo invito ad una chiesa aperta, a partire da quell'"aprite le porte" con cui Giovanni Paolo II diede inizio al proprio pontificato. Tuttavia, ha osservato, "nella nostra vita di sacerdoti e consacrati può esserci spesso la tentazione di rimanere un pò chiusi, per timore o per comodità, in noi stessi e nei nostri ambiti". Ma la direzione deve essere "a senso unico: uscire da noi stessi", e si tratta "di un viaggio senza biglietto di ritorno", "un esodo dal proprio io, perdere la vita per Cristo". 
 
In un altro dei passaggi dell'omelia il Papa ha citato anche il discepolo Tommaso, «piuttosto ostinato, che un pò ci assomiglia e ci risulta anche simpatico». «Il discepolo - ha sottolineato - non esita a porsi domande, ha il coraggio di abitare il dubbio e di portarlo al Signore, ai formatori e ai superiori, senza calcoli e reticenze». La misericordia di Dio, ha detto in un ulteriore passaggio «è un libro aperto», e «ciascuno di noi custodisce nel cuore una pagina personalissima del libro della misericordia di Dio: la storia della nostra chiamata, la voce dell’amore che ha attirato e trasformato la nostra vita, portandoci a lasciare tutto sulla sua Parola e a seguirlo». «Continuare a scrivere il suo Vangelo d’amore”, la consegna finale, come Tommaso».

 

Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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