Home Eventi Preghiera e dibattiti: niente discoteca, a Modena la 'febbre del sabato sera' è in parrocchia

Preghiera e dibattiti: niente discoteca, a Modena la 'febbre del sabato sera' è in parrocchia

 
 
Lunghe file di giovani per l'iniziativa lanciata dal vescovo Castellucci: meditazioni e discussioni prendono il posto della movida. E i ragazzi si mostrano entusiasti: "Serate insolite, ma qui anche le amicizie hanno un gusto diverso"
 
LETTURE bibliche, preghiere, ma soprattutto silenzi e lunghe meditazioni davanti ad un altare. È la “febbre” del sabato sera del terzo millennio. Ma una “febbre” particolarissima e del tutto differente da quella raccontata nei film di John Travolta degli anni Settanta-Ottanta, anche se di “febbre” comunque si tratta. Esplode – quasi come nello storico film incentrato sulla figura del ballerino Moreno-Travolta del 1979 – puntualmente ogni sabato sera attraverso lunghe file di giovani che, a sorpresa, invece di ballare in discoteca pregano, meditano davanti ad un crocifisso, in ginocchio al cospetto del tabernacolo, leggendo passi dell'Antico e del Nuovo Testamento, ascoltando le riflessioni di un parroco o di un vescovo. Senza tuttavia disdegnare di confrontarsi su tematiche sociali, su problematiche giovanili e su questioni che riguardano la fede e la spiritualità.
Nel suo genere, piccola-grande rivoluzione esplosa – quasi all'improvviso – in una parrocchia di Modena, quella di San Giovanni Bosco guidata da don Stefano Violi, dove ogni fine settimana i giovani si riuniscono in preghiera nell'ambito dell'iniziativa "Voi dunque pregate così" lanciata dal nuovo vescovo della diocesi di Modena-Nonantola, monsignor Erio Castellucci, e del Servizio di pastorale giovanile modenese. Una proposta - nata sulla scia dell'ultima Giornata Mondiale della Gioventù svolta lo scorso mese di luglio a Cracovia, in Polonia - che ogni sabato sera vede riuniti centinaia e centinaia di giovani – ma il numero cresce ad ogni appuntamento – intorno al neo pastore della diocesi modenese.
 
LA SORPRESA DEL VESCOVO -  
 
Il primo a meravigliarsi dalla febbre della spiritualità esplosa tra i teenager modenesi è stato proprio lui, don Erio: è così che il presule “pretende” di essere chiamato da quando papa Francesco lo ha consacrato vescovo: “Mi sono sentito inadeguato”, ha ammesso Castellucci nel suo primo incontro da vescovo con i fedeli della sua diocesi, che ha servito per anni come semplice sacerdote stando sempre dalla parte della gente, specialmente i più bisognosi. “Non mi sentivo all'altezza per un compito tanto delicato ed importante come guidare una diocesi, ma mi hanno detto che non si deve dire di no quando chiama il Papa. Ma, per favore – ha quasi implorato il vescovo scherzando fino ad un certo punto – non chiamatemi 'eccellenza'. So che questo non è un problema, ma i titoli creano distanza”.
 
I primi a capirlo sono stati, naturalmente, i giovani che con sorprendente entusiasmo hanno subito accettato l'idea della preghiere in chiesa nei fine settimana. "Abbiamo pensato – rivela il vescovo - allo stile di preghiera che avevamo alla Giornata Mondiale della Gioventù in Polonia e agli incontri che facevamo con i ragazzi, e ci siamo detti che fare qualche ritrovo per imparare a pregare sul Vangelo poteva essere utile per tutti. Pensavamo che si sarebbero iscritte 20-25 persone. Poi quando arrivavano le adesioni ci siamo resi conto del numero che si configurava". Ed infatti ad ogni raduno i partecipanti sono oltre duecento. La parrocchia degli incontri è la chiesa di San Giovanni Bosco, a Modena. La serata si svolge in varie fasi che vanno dalla meditazione alle letture.
 
SERATE INSOLITE
 
- Il momento di riflessione collettiva arriva alla fine, quando il vescovo risponde alle domande dei giovani: "Mi hanno colpito in particolare - confessa don Erio - le domande dei ragazzi su come farsi piccoli in questo mondo così frenetico dove prevalgono sempre gli interessi personali. Domande vere che nascono da dentro e che non toccano i massimi sistemi. Una vera scuola di preghiera e Vangelo nata, quasi per sfida, nel fine settimana, il giorno in cui in genere ci si dedica al relax e alle serate per ballare o per andare a vedere qualche spettacolo. Abbiamo scelto il sabato sera anche perché ci sembrava potesse essere un buon setaccio – scherza il vescovo - per far calare i partecipanti. Ma evidentemente non è bastato".
 
Avvicinare così tanti ragazzi alla preghiera nei week end è stato un fenomeno straordinario, su cui don Erio ha voluto indagare a fondo insieme ai ragazzi: "Dio non accetta con noi un rapporto clientelare - ha spiegato il vescovo parlando della preghiera, tema di questi primi tre incontri -, non accetta condizioni, perché altrimenti ci dimenticheremmo della cosa più importante: siamo suoi figli. La nostra preghiera viene sempre esaudita, ma nel senso della Pasqua, nei tempi e nei modi che il Padre conosce per poterla esaudire pienamente. E noi non possiamo fare altro che fidarci, con umiltà".
 
L'ENTUSIASMO DEI RAGAZZI
 
- Dall'altro lato, le risposte dei giovani fedeli non potevano che essere entusiaste e, per molti versi, persino inattese. “Viviamo serate insolite per incontrarsi con gli amici con al centro l’incontro con il Signore”, confida infatti Giovanni Ferrari della parrocchia di Sant'Agnese, che spiega: “Questa proposta non è un’opposizione alle solite attività del sabato sera, ma, piuttosto, un sabato sera più bello e arricchente perché le chiacchiere e gli incontri con Gesù hanno più gusto. Il vescovo ci ricorda che abbiamo bisogno di tre ‘vitamine’ fondamentali: la U di umiltà, la G di grazie e la S di sorriso. Dobbiamo quindi essere umili riconoscendo il nostro bisogno di essere salvati dal Signore e capaci di dire grazie per le tante cose che accadono: questo ci renderà più positivi e capaci di sorridere. Di ritorno da queste serate, infatti, sorridiamo non solo per merito di risate scambiate, belle amicizie intrecciate o approfondite, ma anche grazie alla parola di Dio, che è ancora più profonda, rimane e accompagna per la settimana e per la vita”. E aggiunge un'altra giovane partecipante  al meeting, Elena Orrea, 22 anni, della parrocchia dei santi Faustino e Giovita di Modena: "Sicuramente queste sono serate insolite per incontrarsi con gli amici. Ma questa proposta non credo sia un’opposizione alle solite attività del sabato sera. È solo un sabato sera più bello, perché le chiacchiere e gli incontri, se c’è Gesù, hanno più gusto". Il gusto delle “febbre” spirituale del sabato sera.
 

 

Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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