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“Medjugorje? È una terra fertile”

 
L’ inviato vaticano Hoser presenta i dati su afflusso dei pellegrini, vocazioni e opere di carità: «Veggenti e veridicità delle apparizioni? Non è mio compito stabilirlo»
 
«Dal punto di vista religioso, Medjugorie è una terra molto fertile». A parlare così, due giorni fa, è stato monsignor Henryk Hoser, arcivescovo di Warszawa-Praga e inviato speciale della Santa Sede in Bosnia-Erzegovina. Quello che taluni media hanno dipinto come una sorta di “commissario”, ha parlato invece, con toni di grande apertura (accolti con stupore in primis dai giornalisti locali), durante una conferenza stampa a Medjugorje, da lui indetta, con 27 testate presenti.  Medjugorje – ha spiegato Hoser - è un luogo con una sua forte specificità: per la durata (36 anni) e il numero delle apparizioni (circa 47mila). Inoltre, se «a Lourdes la Vergine è apparsa sempre nella grotta, a Fatima sopra a un albero, qui - secondo la testimonianza dei veggenti - essi possono avere apparizioni in chiesa, in casa, sulla strada. Tutto questo è specifico e appesantisce il lavoro sulla decisione finale».
 
«È il tempo di fare un primo bilancio per lo sviluppo futuro di questo luogo», ha aggiunto il vescovo, spiegando: «Una volta Medjugorje non era conosciuta nel mondo, era un piccolo paese perso tra le montagne. Oggi è nota ovunque: i pellegrini vengono da circa 80 paesi del mondo. A Medjugorje ci sono 2,5 milioni di pellegrini l’anno, a Lourdes 6. Ma Lourdes esiste da 150 anni, mentre Medjugorje ha una storia di appena 36 anni».  
 
Monsignor Hoser ha poi snocciolato una serie di dati interessanti: 610 vocazioni sacerdotali e religiose, fiorite grazie a Medjugorje, la maggior parte in Italia, Stati Uniti e Germania; ben 37 milioni di comunioni impartite. Infine, una trentina di comunità che operano in ambito caritativo, nate sull’onda del “fenomeno Medjugorje”. 
 
C’era molta curiosità, da parte dei media, circa il giudizio del vescovo sulla veridicità delle apparizioni. Lapidaria la risposta: «Il mio ruolo non è quello di esprimermi su questo, perché la Chiesa non si è dichiarata in proposito». E sui veggenti: «Mi trattengo dal giudizio, perché questo non è il mio compito, ma è quello, gigantesco, della commissione presieduta dal cardinale Ruini». Al centro delle parole di monsignor Hoser – e non poteva essere altrimenti, essendo il suo un mandato di natura pastorale – è stato, piuttosto, il tema dei pellegrini: «Due milioni e mezzo l’anno – ha precisato il presule - una cifra che tende ad aumentare», il che rappresenta «una sfida enorme per i sacerdoti che servono qui».  
 
In effetti, se è vero che negli ultimi 2-3 anni è un po’ calata la presenza di pellegrini italiani, è però molto aumentato l’afflusso di pellegrini provenienti da altri Paesi (sopratutto dall’Est Europa), dall’Irlanda e da altri continenti (Asia compresa, con fedeli da Filippine, Vietnam e Corea del Sud). In alcune date (Festival dei giovani ai primi di agosto, in occasione dell’anniversario delle prime apparizioni in 23 giugno o il 15 agosto, festa dell’Assunta), si sono contate a Medjugorje fino a 50 mila presenze giornaliere. Tale fenomeno ha prodotto, in chiave pastorale, «una crescita delle infrastrutture per rispondere ai bisogni dei pellegrini». Hoser non ha taciuto nemmeno l’«indotto» che Medjugorje ha creato: «Vediamo anche lo sviluppo del paese stesso: sempre più hotel, ristoranti e negozi. Medjugorje mi ricorda già una “piccola Lourdes”». Ed ha aggiunto: «Dopo Parigi, Lourdes è la destinazione alberghiera più grande di Francia; forse questo è il futuro di Medjugorje rispetto a Sarajevo». 
 
Il vescovo polacco – che in precedenza non era mai stato a Medjugorje né ha dichiarato di aver letto il dossier della Commissione presieduta dal cardinale Ruini – ha sottolineato l’importanza del luogo con parole significative: «Penso che Medjugorie sia già nella linea dritta della nuova evangelizzazione. Le cifre che ho elencato lo provano». «Cosa pensa il Papa delle apparizioni e dei frutti?», gli ha chiesto un giornalista. E lui: «Bella domanda. Non lo so, non me l’ha mai detto. Penso che, rispetto al peso che Medjugorje ha in ordine alla nuova evangelizzazione, questo avrà senz’altro effetto sulla decisione finale». 
 
Perché tante persone vanno a Medjugorje? Monsignor Hoser se lo spiega così: «Da una parte sicuramente perché hanno sentito parlare delle apparizioni avvenute per la prima volta nel 1981, dall’altra perché chi viene qui scopre qualcosa di straordinario», ossia «l’ambiente, l’atmosfera di pace interiore». Ha poi aggiunto una precisazione tutt’altro che secondaria: «Di solito si dice che Medjugorje è un luogo di devozione mariana e questo è vero. Ma se guardiamo più profondamente vediamo che la devozione, qui a Medjugorje, è cristocentrica, in quanto al centro c’è la celebrazione dell’Eucaristia, la trasmissione della parola di Dio e l’adorazione al Santissimo Sacramento. Alcuni scoprono la preghiera del rosario che è la preghiera meditativa sui Misteri della nostra fede; oppure, quando pregano la Via Crucis, entrano nel mistero pasquale, della passione, morte e resurrezione di Cristo». 

 

Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

gesumaestro