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«8x1000: La chiesa restituisce molto di più di quanto riceve»

 
Il segretario generale della Cei,: i sacerdoti parlino di più di 8xmille. «La Chiesa restituisce decuplicato quanto riceve. La trasparenza è sempre premiata»
 
«L’8xmille è la cartina di tornasole del nostro coinvolgimento personale nella Chiesa». È a tutto campo l’intervento del Segretario generale della Cei, il vescovo Nunzio Galantino, nell’incontro con i circa cento seminaristi e i nuovi incaricati diocesani per il Sovvenire al campus 'Comunidare', quattro giorni di formazione organizzati al Carmelo di Ciampino (Roma), fino a domani, dal Servizio promozione Cei per il sostegno economico alla Chiesa. «I sacerdoti devono parlare di più di 8xmille e Offerte per il sostentamento del clero. È un’incoerenza non farlo in un momento storico in cui la Chiesa molto deve fare per gli ultimi, molto deve sentirsi responsabile e responsabilizzata. Deve crescere, anche tra i presbiteri a cui questo corso è dedicato, l’informazione su come funziona il sistema ecclesiale di condivisione, corresponsabilità e redistribuzione. Perché – ha evidenziato Galantino – la miglior conoscenza della provenienza delle risorse per il culto e la pastorale, il sostentamento dei sacerdoti e per la carità, è sempre benvenuta tra i fedeli, la trasparenza è sempre premiata».
 
Così, ha proseguito Galantino, «va ricordato che la Chiesa con la firma ogni anno si affida alla libera volontà dei cittadini per dare risorse alla sua missione. E che restituisce decuplicato quanto riceve per il bene comune. Ne uscirà così raffor- zata la maturità di sacerdoti e popolo di Dio, anche a fronte di scandali, che possono verificarsi ma restano episodici, e delle superficialità di un’informazione schierata».
 
Secondo una ricerca Gfk, realizzata su un campione qualificato di popolazione adulta di 1.000 interpellati, citato nel corso del Campus per i futuri sacerdoti che la Cei organizza dal 2003, un fedele su due ha sentito parlare di 8xmille in parrocchia, quota che scende per le Offerte per il sostentamento del clero. Ad introdurre le giornate di studio, in apertura del corso, l’arcivescovo di Otranto e presidente del Comitato per il sostegno economico alla Chiesa, Donato Negro: «Obiettivo di questo incontro è imparare la libertà del cuore e la tenacia della responsabilità di fronte ai beni che il Signore affida alla nostra povertà. Non solo conoscere le modalità organizzative, ma scavarne le ragioni profonde, che toccano l’essenza della Chiesa e diventano spesso, oggi, uno spazio di scottante confronto: trasparenza, sobrietà, condivisione, solidarietà».
 
Don Ivan Maffeis, sottosegretario Cei e direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali, ha invece fatto il punto sul tema della gestione dei beni come fonte di scandalo. E Venerando Marano, ordinario di Diritto ecclesiastico all’università di Foggia e coordinatore dell’Osservatorio giuridico-legislativo Cei, ha chiarito le prospettive del sistema di finanziamento delle confessioni religiose in Italia. «Il sovvenire è un argomento delicato e spesso oggetto di fraintendimenti. Per questo è importante affrontarne tutti gli aspetti con chiarezza, trasparenza ed apertura» ha indicato a sua volta Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Cei. Oggi l’incontro con Marcello Semeraro, vescovo di Albano, diocesi che ospita il Campus.
 
E giovedì le conclusioni con don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale Cei beni culturali ed edilizia di culto, don Leonardo Di Mauro, alla guida del Servizio Cei per gli interventi caritativi a favore del Terzo mondo, e il responsabile gestione finanziaria e progetti speciali Cei, Livio Gualerzi, in una tavola rotonda che completa il quadro delle direttrici d’azione di una Chiesa che costruisce ogni giorno l’umanesimo evangelico.