Home Eventi Il linguaggio della verità

Il linguaggio della verità

 
Consigli per discernere i discorsi ingannevoli ·
 
Come discernere se un discorso viene dallo «spirito buono» e ci avvicina a Gesù, o se invece è animato dallo «spirito cattivo», anche quando chi lo pronuncia afferma di voler «dire la verità»? È l’interrogativo a cui, partendo dall’esperienza spirituale di san Pietro Favre, intende rispondere un articolo scritto per il prossimo numero della Civiltà Cattolica di cui anticipiamo ampi stralci. Ogni tanto capita di leggere articoli che attaccano la Chiesa e il Papa. Sì, la Chiesa e il Papa, perché si tratta di un attacco a entrambi, sebbene qualcuno affermi di attaccare il Papa per difendere la dottrina della Chiesa; come pure altri dicono di difendere il Papa mentre se la prendono con la Chiesa.
 
Il linguaggio che essi usano non sembra complicato: i titoli su intrighi di potere, veleni tra alti prelati, lotte interne alla Curia, clamorosi errori pastorali o politici e minacce alla dottrina cattolica, sono chiarissimi e diretti. Ma un linguaggio semplicistico non è un linguaggio semplice, sebbene possa assomigliargli, proprio come la zizzania all’inizio assomiglia al grano buono. 
 
L’uomo della parabola lo discerne a colpo d’occhio: se c’è zizzania, è perché un nemico l’ha seminata (cfr. Matteo, 13, 28). Ma non si deve cercare di estirparla tutta prima del tempo, perché si corre il rischio di strappare insieme con essa anche il grano. Tuttavia è bene, quando le troppe erbacce soffocano il grano buono, tagliarne un po’ per dare respiro alle piante. Quando, in una discussione, i toni si alzano troppo e le parole cominciano a ferire, se si vuole continuare a dialogare, occorre abbassare i toni e «curare il linguaggio». 
 
Qualcuno giustifica un linguaggio scandaloso dicendo che sono i fatti di cui si parla a essere tali. Se bastasse questa giustificazione, dovrebbe accadere lo stesso quando il Papa afferma che c’è corruzione in Vaticano o quando condanna uno scandalo. Ma la verità non consiste soltanto nei «fatti» che chiunque può riferire in modo soggettivo, senza preoccuparsi di chi sta ascoltando o leggendo. Parafrasando alcuni commenti su questo genere di notizie, si potrebbe dire che un certo tipo di linguaggio attacca soprattutto lo «splendore della verità».
 
Avere tutti maggiore cura del linguaggio che usiamo non è meno vitale dell’avere cura della qualità dell’aria del pianeta. E tale cura del linguaggio non riguarda soltanto i concetti e le immagini che scegliamo di utilizzare per intessere un discorso razionale: piuttosto ha a che fare con l’attenzione e il rispetto che hanno l’uno verso l’altro coloro che dialogano e cercano assieme la verità.
 
di Diego Fares

 

Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

gesumaestro