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«Spiritualità mariana del presbitero: esperienze di vita e proposte», Em.mo Sig. Card. Manuel Clemente

 
 
La consegna di Maria è compresa interamente nella consegna di Cristo, con il suo corpo e il sangue, la sua parola e la vita, il suo perdono e Spirito
 
Mi hanno chiesto di parlare della spiritualità mariana del presbitero sacerdote e di farlo in modo esperienziale e propositivo. Ringrazio per quest'opportunità perché mi fa rivedere la mia vita cristiana e sacerdotale nella prospettiva mariana. Ho anche presente i venticinque anni in cui ho collaborato come formatore dei futuri sacerdoti al Seminario Maggiore di Lisbona, con alunni provenienti da diverse diocesi. In questa condivisione prenderò in conto anche alcune indicazioni del Magistero che mi hanno più ispirato in questi anni, dal Vaticano II al pontificato di San Giovanni Paolo II. Infatti, negli anni dopo il Concilio, chi voleva definire la vocazione sacerdotale, la sua e quella degli altri, doveva ascoltare con particolare attenzione tutto ciò che autorevolmente arrivava dai Successori di Pietro. Paolo VI e Giovanni Paolo II sono stati, ciascuno a suo modo, grandi figure sacerdotali e pastorali che hanno lasciato tracce profonde in tutti quelli che accoglievamo la loro testimonianza ed il loro insegnamento.

 

 

Credenti nella notte (Goffredo Boselli, Comunità di Bose)

 
Vivere l’Avvento tra veglia e attesa ·
 
«Vegliate!» è la parola del Signore che fa avvenire l’Avvento, lo fa essere, lo fa cominciare ancora una volta, creando al tempo stesso la venuta e l’attesa. Ci sono parole, come questa, «Vegliate!», che quando risuonano hanno la capacità di dar vita a un mondo, disegnare orizzonti, rievocare immagini e sentimenti, ma anche paure e speranze. «Vegliate!» risuona nel momento stesso in cui attorno a noi la natura, sfinita per i frutti, si addormenta nel sonno dell’inverno e le giornate vedono diminuire la luce e crescere la notte. Non a caso è in questi giorni che la Chiesa inizia la liturgia dell’Avvento, i giorni più bui dell’anno e dunque giorni del lungo vegliare. Questi sono i giorni nei quali la luce è desiderata e invocata più che mai, fino a Natale che, tradizionalmente, è il giorno nel quale il sole e la sua luce tornano a vincere le tenebre.
 

Guida spirituale alla perfezione

 
La vita cristiana secondo Jean-Joseph Surin 
 
A trent’anni dalla prima edizione italiana, è stata appena ristampata, a cura di Michel de Certeau, la Guida spirituale alla perfezione (Milano, Jaca Book, 2018, pagine 330, euro 35), opera che riassume meglio il pensiero di Jean-Joseph Surin (1600-1665). Questo autore gesuita è considerato uno dei vertici della mistica di tutti i tempi, degno di stare al fianco di maestri come Giovanni della Croce, Teresa d’Ávila e Ignazio di Loyola, «lucido e sottile nell’analisi, solido, armonico, eccezionale nella sintesi» (Henri Brémond), «implacabile nel fiutare le minime ricerche dell’amor proprio, con uno stile forte e aspro, tormentato e rugoso, ma singolarmente personale e capace di inchiodare il lettore» (De Guibert).
 

Meglio una briciola di gioia (vera)

 
La gioia è la «perla preziosa» del cristiano. Anzi, della gioia, quella vera non quella effimera che «va a braccetto con la mondanità e il consumismo», ne «abbiamo bisogno tutti, ne ha bisogno ogni essere umano, creato per gioire dell’amore del suo Creatore».
 
Parole di Papa Francesco nella prefazione al libro di un parroco romano, don Maurizio Mirilli. Un briciolo di gioia... purché sia piena è il titolo del volume (Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 2018, pagine 112, euro 10) che conduce il lettore attraverso un percorso di scoperta o quasi di riconquista di quel dono evangelico tanto prezioso quanto così spesso dimenticato dalla Chiesa quando questa si dimostra ripiegata su se stessa e autooccupata. Originario del Salento, una vocazione sbocciata nelle parrocchie della periferia romana, sacerdote dal 2004, don Mirilli da quasi cinque anni è alla guida della comunità del Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi. È qui che, grazie all’aiuto di alcune religiose e di un nutrito gruppo di volontari laici, ha dato concretezza al sogno di dare una casa alle tante persone con disabilità del quartiere.
 
 

La spiritualità dell'avvento (Mt 24, 37-44)

 
La ragione per cui Dio viene sempre sta nel fatto che non lo possiamo accogliere in una sola situazione, in un solo momento: da ciò la nostra temporalità
 
Questa pagina ci presenta in trasparenza molte icone della venuta di Dio nella nostra vita, quasi sovrapposte: l'una richiama l'altra, da quella più immediata della venuta d'ogni giorno all'ultima, attraverso Cristo Risorto, che è appunto l'immagine del compimento del nostro cammino storico, personale e comunitario: una sovrapposizione in cui l'immagine successiva completa quella precedente. L'avvento ci vuole educare all'accoglienza della venuta di Dio nella nostra vita, ci vuole sensibilizzare alla consapevolezza della nostra condizione di creature, al riconoscimento del dono di Dio e alla sua accoglienza. Sono tre momenti della spiritualità dell'avvento.
 
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