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DON RENZO VIGNOCCHI

 

DON RENZO VIGNOCCHI

(n. a Pievepelago (MO) 23/04/29  + Livorno 31/07/2019

Nato a Pievepelago (Modena) il 23 aprile del 1929; fu l'ultimo prete ordinato da Monsignor Giovanni Piccioni prima che venisse sostituito da Andrea Pangrazio alla guida della Diocesi livornese. Dopo aver trascorso i suoi primi 14 anni da prete a San Benedetto, Vignocchi arrivò alla Valle Benedetta il 5 maggio del 1968 e vi rimase fino al 2012 (44 anni). Fu Monsignor Emilio Guano a celebrare la sua immissione nella parrocchia di San Giovanni Gualberto succedendo a Don Primo Bracaloni. Nel corso della sua lunghissimo servizio pastorale, il parroco ha insegnato alle scuole Micali fino al 1991 e, finché la salute glielo ha permesso, è stato cappellano delle case di riposo di Villa Serena, di Coteto, di via Passaponti e del Pascoli

Fin dal 1978 aveva professato i Consigli Evangelici nell’Istituto Gesù Sacerdote, fondato dal Beato don Giacomo Alberione assieme agli altri 9 Istituti della Famiglia Paolina. Don Renzo stesso ha riconosciuto, ringraziandone il Signore, don Alberione, don Lamera che lo ha accolto nell’IGS, che la consacrazione nell'IGS e la spiritualità paolina lo ha aiutato a riequilibrare il suo temperamento un po’ parecchio focoso, spiritoso per non dire spesso impertinente (riporto sue parole). E dobbiamo riconoscere che sostanzialmente corrisponde a verità, cominciando proprio da questo suo atteggiamento umile e spiritoso che fa sempre buon sangue anche nel ministero pastorale. Ma è confermato anche dai ragazzi che lo hanno avuto per tanti anni come insegnante, testimoniando testimoniato che hanno ricevuto molto da don Renzo a motivo del suo stile semplice, bonario, positivamente spiritoso. Si faceva ascoltare volentieri, anche per il suo stile severo ma contemporaneamente tollerante e riusciva a trasmettere buoni contenuti nei loro cuori.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 01 Agosto 2019 09:13 )

 

DON GENNARO ALFANO

 

DON GENNARO ALFANO

(n. a Isernia 10/09/1925  + Lanzara (SA) 28/07/2019

 

Mons. Gennaro Alfano, nato a Isernia il 10 settembre 1925, ordinato presbitero il 16 Giugno 1949 nella Cattedrale di Salerno da Sua Eccellenza Monsignor Demetrio Moscato, nel suo lungo e fedele ministero è stato vice cancelliere (1954-1957), vice direttore dell’ufficio amministrativo diocesano (1972-1974); Parroco a S. Biagio in Forino (Avellino); dal 1970, per un triennio, assistente diocesano di Azione Cattolica. E’ stato anche Presidente della Federazione diocesana del Clero, Canonico del Capitolo Primaziale di Salerno, Con-vivisitatore della Visita pastorale (1996); Parroco della Parrocchia di S. Maria delle Grazie e S. Bartolomeo in Salerno dal 1983 al 2008; Membro del Consiglio di amministrazione dell’Ente “Conservatorio Laicale Santa Maria di Montevergine” (1999); Membro del Collegio dei Consultori (2008-2010); Penitenziere del Capitolo Metropolitano di Salerno (2008-2018) e Membro del Consiglio Presbiterale (2011). Negli ultimi anni del suo servizio alla Chiesa è stato nominato dapprima Vicario parrocchiale di S. Maria delle Grazie e S. Bartolomeo in Salerno, poi al SS. Crocifisso in Salerno e infine Vicario parrocchiale della Cattedrale di Salerno. Signorile, socievole, gentile nel tratto, si è sempre distinto per la sua docilità ed obbedienza al Vescovo e anche al Responsabile dell’Istituto Gesù Sacerdote.

Queste sono le informazioni dei giornali sostanzialmente espressive della straordinaria, feconda e fedele vita sacerdotale di Mons. Gennaro Alfano. Ma risulta fondamentale aggiungere ed evidenziare che, dal 1993, aveva professato i Consigli Evangelici nell’Istituto Gesù Sacerdote, fondato dal Beato don Giacomo Alberione. La spiritualità paolina, la mistica apostolica di san Paolo, lo zelo evangelizzatore di don Alberione che ha vissuto e inculcato l’esigenza della piena configurazione a Cristo per risultare fedeli al dono ricevuto del ministero pastorale, lo ha molto aiutato a manifestare a tutti, come unanimemente riconosciuto, gli stessi sentimenti di Cristo Buon Pastore, mite e umile di cuore. Finché le forze lo hanno assistito non è mai mancato ai Ritiri e ai Corsi di Esercizi programmati dall’Istituto, arrivando sempre puntuale. E lui stesso ha più volte riconosciuto, lodandone vivamente il Signore, di avere molto ricevuto dalla consacrazione nell’IGS; anche durante la sua lunga malattia ha ricevuto molto conforto dal sostegno fraterno dei membri dell’Istituto.

Caro don Gennaro, a nome dei preti IGS di Salerno, della Campania, ma anche d’Italia ti ringrazio fraternamente per la testimonianza d’umiltà, mitezza, affabilità e per la tua partecipazione alla vita dell’Istituto Gesù Sacerdote, finché le forze ti hanno dato la possibilità di muoverti e poi con la preghiera e l’offerta di vita nella malattia. Prega per noi per i preti dell’IGS perché manifestino sempre coerenza di vita, benevolenza verso tutti, zelo apostolico secondo lo spirito di san Paolo e del Beato don Alberione...  (Don Emilio, Delegato dell’IGS). 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 01 Agosto 2019 09:14 )

 

DON SALVATORE PIANO

DON SALVATORE PIANO

(n. 16/02/1920 + 08/05/2019)

 

 

All’età di 99 anni, appena compiuti, il giorno 8 maggio 2019, ha fatto ritorno alla Casa del Padre don Salvatore Piano. Originario di Arbus, dove nacque il 16 febbraio del 1920. Ritengo significativo evidenziare i molteplici incarichi ricevuti e servizi pastorali da lui svolti, per sottolineare il grande bene a servizio delle anime da lui svolto nei suoi lunghi anni di vita e di ministero (73 anni).

Venne ordinato presbitero, infatti, nel lontano 28 luglio del 1946, ed ebbe come primo incarico pastorale quello di vicario parrocchiale di San Nicolò in Guspini, Parrocchia di cui divenne poi Parroco quasi dieci anni più tardi, il 01.01.1956. Canonico onorario dall’8 dicembre 1966, è stato, poi, nominato Parroco di S. Chiara, in San Gavino Monreale. Il 1° luglio 1972, assunse anche il compito di Vicario Episcopale per la Vita Religiosa.

E’ bene evidenziare significativamente che dal 1976 era membro dell’Istituto Gesù Sacerdote. E’ bene, soprattutto, sottolineare che la sua consacrazione, la professione dei Consigli Evangelici nell’IGS, fondato dal Beato don Alberione, fondatore anche di tutta la Famiglia Paolina, ha molto contribuito ad illuminare e arricchire il suo zelo apostolico, la sua profonda vita interiore e la sua intensa manifestazione di agape verso i poveri, i malati e gli ultimi. Negli incontri personali avuti con lui, come responsabile dell’Istituto, non ha mai tralasciato di esprimere viva gratitudine al Signore, per il grande bene ricevuto dalla spiritualità paolina, dal carisma di don Alberione e dall’appartenere all’Istituto Gesù Sacerdote.

Nel novembre 1984, gli venne affidato anche il compito di Cancelliere nella Curia Vescovile e contemporaneamente svolgeva anche il compito pastorale di Parroco di San Simeone in Zeppara di Ales. Dal 01.01.1985 svolse il ministero di Parroco nella Chiesa Cattedrale in Ales. Vi rimase fino al 14.01.1996, quando, per raggiunti limiti di età, rassegnò le sue dimissioni per ritirarsi a Cagliari, presso i familiari.

Benché ormai non avesse più alcuna responsabilità diretta nell’amministrazione di una Parrocchia, non venne meno la sua disponibilità nel servizio pastorale, celebrando l’Eucaristia nella Parrocchia “S. Maria del Suffragio”, non distante dalla sua abitazione, e dedicando ampi spazi di tempo all’ascolto delle confessioni. Ancora oggi, nelle comunità che hanno usufruito del suo ministero pastorale, tanti lo ricordano con gratitudine e commozione per la sua mitezza d’animo, la sua dedizione alla preghiera, l’obbedienza al Vescovo, la disponibilità al dialogo nel Presbiterio e la disponibilità nei confronti della gente, particolarmente verso i poveri, gli anziani, i malati.

E’ bene anche evidenziare che ha assistito con affabilità e fraterna premura una sorella malata di Alzheimer: ogni giorno, dopo aver dedicato del tempo alla Celebrazione eucaristica e alle Confessioni, presso la parrocchia vicina, si ritirava in Casa e rimaneva accanto alla sorella per tutto il resto della giornata; e quando aveva bisogno, anche della notte.

Nella Celebrazione per il funerale alla comunità del quartiere e ai familiari si sono uniti due sacerdoti diocesani, don Petronio Floris, parroco della Cattedrale di Ales, e don Tullio Ruggeri che ha seguito come chierichetto la prima esperienza a Guspini di don Piano. I due parroci hanno ricordato l’azione pastorale del sacerdote arburese, in sintonia con i Vescovi, specie mons. Antonio Tedde (anche lui appartenente all’Istituto Gesù Sacerdote), impegnati a tradurre in scelte pastorali coraggiose, le indicazioni di rinnovamento del Concilio Vaticano II.

(a cura di E.C.)

 

 

DON NICOLA D'AMICO

 
 
 
 
DON NICOLA D’AMICO
 
(N. a Duronia (CB) 26/10/29 - + Cambobasso 16/10/18)
 
Don Nicola aveva, il 28 giugno scorso, appena tagliato il ragguardevole traguardo del sessantacinquesimo anniversario di sacerdozio; un dono di pochi! Infatti era nato a Duronia il 26 ottobre 1929, i primi anni di Seminario li aveva fatti a Roma, era poi passato al Regionale di Chieti. ed era stato ordinato sacerdote da mons. Epimenio Giannico nel 1953.
 
Nella sua lunghissima vita sacerdotale mons. D'Amico è stato parroco di Giuliopoli, di Villa San Michele (frazione di Vastogirardi), di Pescolanciano; è stato, poi, direttore spirituale nel collegio di Don Gianico e dopo un anno parroco di San Silvestro I, papa, in Montefalcone nel Sannio (CB), dove era succeduto a mons. Cordisco nei primi anni settanta. 
 
Per decenni ha rivestito il ruolo di consigliere nazionale dell’Istituto Gesù Sacerdote e di animatore dell’Istituto Santa Famiglia, fondati dal Beato don Giacomo Alberione. Molto stimato dal Delegato dei due Istituti, don Stefano Lamera, continuamente veniva da lui chiamato a predicare Corsi di Esercizi e giornate di Ritiro un po’ in tutta Italia e presso vari gruppi dei membri di questi Istituti, ma anche presso le comunità delle altre Istituzioni della Famiglia Paolina. E’ risultato sempre fedele nel partecipare a tutti gli Incontri e a tutti i Convegni di aggiornamento programmati dai Responsabili nazionali. Questo amore vivissimo desiderio di bene sincero, profondo, intessissimo per tutte le persone che incontrava e per i membri della Famiglia Paolina ha saputo mantenerlo anche dopo che, nel novembre del 2012, aveva rinunciato, per anzianità, al servizio pastorale della parrocchia. 
 
La fecondità sacerdotale di mons. D'Amico, anche se da tempo non più impegnato nel ministero attivo, in forza del rapporto sacramentale e personale che ha con Gesù – Sommo ed Eterno Sacerdote – e con i fratelli, rivestiva una sua specificità per quanto riguarda l'offerta, il dono, il sacrificio, la preghiera, l'esortazione, valorizzando molto anche i contatti telefonici: era veramente di conforto e sollievo per tante persone sole e ammalate. Si sentiva ed era effettivamente presbitero pienamente attivo e in prima linea...
 
Riportiamo alcuni brani di una testimonianza letta al funerale, perché molto significativa ed espressiva dello zelo apostolico, dell’affabilità, dell’autorevolezza manifestata da don Nicola in tutti i suoi lunghissimi anni di sacerdote fedele e coerente: “Dicono che tutto ciò che succede, spesso accade per una ragione, eppure quella della tua scomparsa ancora non riusciamo a capirla... Speravo che questo momento non dovesse mai arrivare e invece eccolo qui, e ora tutto ciò che resta sono soltanto parole, immagini, momenti, tutti immersi da malinconia e dolore. Le tue parole, la tua bontà, la tua dolcezza, la tua disponibilità, i tuoi consigli, gli abbracci e quel sorriso che ci regalavi, magari con una delle tue improvvise pacche sulla schiena, che caspita quanto erano forti. 
Sei stato più di un padre, un amico, un fratello per tutti noi. Hai dato la tua vita per costruire la Casa del Signore, il più delle volte privandoti di tutto pur di vederla messa in piedi. Da un mucchio di macerie hai dato vita alla TUA casa, con sacrificio, dedizione e amore, l’amore per Dio, che hai sempre messo in tutto ciò che hai fatto. 
Hai innalzato pian piano ogni singolo muro della nostra parrocchia e dopo averla resa ospitale sei riuscito a crearne una grande comunità. Fino all’ultimo hai lottato nel tenere tutto unito: una comunità umile, forte e piena d’amore. “Quello che hai costruito può essere distrutto: non importa, costruisci. Dà al mondo il meglio di te, e forse sarai preso a pedate: non importa tu fallo!”. 
Ci hai insegnato che la vita è piena di valori, quei valori che nonostante tutto, vanno sempre tenuti alti. Ci hai insegnato ad amare il prossimo e a donarci per amore, a porgere sempre l’altra guancia, a ricordarci che l’amore se non è condiviso non puoi chiamarsi tale. Tanti sono gli insegnamenti che hai lasciato impressi dentro di noi e ora dopo aver lottato contro tanta sofferenza sei tornato sereno alla casa del Padre. Arrivederci caro Don, resterai per sempre in ognuno di noi...
 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 19 Ottobre 2018 15:29 )

 

DON RAFFAELE ARENA

 
 
DON RAFFAELE ARENA
 
n. a Rombiolo (VV il 13/06/1963 + Pernocari di Rombiolo (VV) il 27/09/2018
 
 
Don Raffaele Arena, chiese di far parte dell'Istituto Gesù Sacerdote, durante un corso di esercizi spirituali nella Casa Divin Maestro di Ariccia nel novembre del 2002. Sacerdote della Diocesi di Mileto; egli, formato sin da piccolo alla vita cristiana in famiglia da una mamma donna di fede e tuttora vivente, quando terminò le scuole medie, lasciò il suo villaggio Pernocari ed entrò nel seminario regionale di Catanzaro e poi passò nel Seminario Interregionale di Posillipo tenuto dai Padri Gesuiti per compiere i suoi studi nella Pontificia Facoltà Teologica "San Luigi";
 
Fu ordinato sacerdote il 21/11/1987; svolse la sua prima attività nelle piccole parrocchie di San Marco e San Cono di Cessanti (VV), dove con sul suo spirito gioviale ha saputo rinnovare le due comunità sia nella liturgia sia nelle attività pastorali; soprattutto si è interessato dei giovani e delle famiglie. Ultimamente era parroco di Rombiolo, dove svolse la sua attività con spirito di collaborazione con tutti; mai uomo di parte, ma aveva il carisma di formare la comunità all'unità.
 
Dote questa che al termine dei funerali fu riconosciuta pubblicamente dal Sindaco Giuseppe Navarra, con cui il giorno prima avevano trattato insieme come organizzare la festa patronale di San Michele. Don Raffaele celebrò questa festa in cielo, perché giovedì 27 settembre improvvisamente lasciava questo mondo. Alla mamma e ai suoi cari familiari vengono espressi i sentimenti di vicinanza degli Istituti "Gesù Sacerdote" e "Santa Famiglia". A don Raffaele infatti era stato chiesto di occuparsi del Gruppo di Villa San Giovanni; distante da Rombiolo circa 90 chilometri; egli si è recato più volte da loro e si è fatto ben volere da tutti che ancora oggi lo ricordano con tanto amore; ai suoi funerali erano presenti come rappresentanti del gruppo Giuseppe Bellantone e Antonio Versaci.
 
 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 06 Ottobre 2018 11:20 )

 
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