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È argento il nome dell'Arca (Luigino Bruni)

 
Rabbi Schmelke disse: "Il povero dà al ricco più che il ricco non dia al povero. E più che il povero del ricco, è il ricco che ha bisogno del povero" (Martin Buber, Storie e leggende chassidiche)
 
La fiducia nell’onestà delle gente che ci circonda è una risorsa essenziale di ogni economia e società. Quando l’ipotesi di onestà degli altri – che i giuristi chiamano buona fede – ispira i nostri rapporti, l’economia migliora insieme al nostro benessere. Senza questa premessa di onestà sono la diffidenza e il pessimismo antropologico a infestare i nostri luoghi di lavoro e di vita. Nessun management può essere sussidiario – affidare cioè la responsabilità delle scelte a chi si trova più vicino al lavoro da svolgere – se non siamo capaci di pensare bene degli altri fino a evidente (e reiterata) prova contraria. La benevolenza, pensare bene degli altri, è la radice della fiducia. Valorizza i lavoratori, li fa sentire stimati, rafforza la fiducia nelle organizzazioni e quindi migliora l’efficacia e l’efficienza della gestione.

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Anatomia di un crollo (muro di Berlino)

 
Una complessa trama di coincidenze ha indebolito un impero che sembrava inattaccabile
 
Imprevedibilmente trent’anni fa crollava il muro di Berlino (eretto nel 1961); con esso cadde un sistema politico, che nel nome di Marx e di Lenin, era diventato una super-potenza mondiale, che con un regime poliziesco violava la dignità e la libertà dei cittadini e sosteneva apertamente l’ateismo. Per capire l’importanza del crollo dell’impero sovietico, di cui la caduta del muro di Berlino è l’evento simbolo, dobbiamo ritornare con la mente alla situazione europea a partire dal 1945 in poi.
 

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Con responsabilità e umiltà

 
«I doveri del giornalista per una società migliore», giornata di studio alla Pontificia università della Santa Croce ·
 
In piena estate, il direttore di questo giornale ha pubblicato un accorato editoriale sulla responsabilità che grava sulle spalle dei giornalisti, che a nostro avviso non ha avuto il risalto che avrebbe meritato. Per una felice coincidenza, in quegli stessi momenti si stava progettando una Giornata di studio sulla deontologia professionale degli operatori dell’informazione e della comunicazione, che ha finalmente luogo martedì 29 ottobre alla Pontificia università della Santa Croce. 
 

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2 Novembre. Il "giorno dei morti": ecco come pregare per i defunti

 
Il Purgatorio verità di fede "spiegata" dal Catechismo. Da Turoldo a Tagore e sant'Ambrogio: così santi, mistici e poeti pregano per il loro cari
   
Il mese di novembre è tradizionalmente legato alla commemorazione dei defunti. Anche chi non è solito frequentarli durante il resto dell’anno, va al cimitero, prega con più intensità per i cari già passati all’altra vita, programma Messe in loro suffragio. Succede soprattutto il 2 novembre, non a caso nella dicitura popolare il “giorno dei morti”. In realtà la Chiesa ricorda in ogni Eucaristia chi ci ha già preceduti nell’incontro con il Signore ma in questo periodo la loro memoria è più forte e sentita.

 

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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