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I sacerdoti rispondono alla lettera di Papa Francesco

Spezzare la propria vita con Cristo Gesù
 
La lettera del Papa mi raggiunge, con grande stupore, mentre arrivo a Gerusalemme nella nuova casa della diocesi di Roma dove — con l’accoglienza e i suggerimenti fraterni del nostro don Filippo Morlacchi — è possibile vivere un tempo di “prossimità” col Maestro e poter trarre nuova forza e vigore per meglio servire il suo popolo. Giungo qui, provvidenzialmente, nella festa del Santo Curato d’Ars e, questo, non può non darmi il senso di questi giorni da vivere, sulle orme del Signore, proprio a beneficio del mio ministero sacerdotale da incarnare nella quotidianità della vita parrocchiale. Giungo qui con la valigia colma — assai più che di effetti personali — del vissuto di un anno pastorale fatto di gioie e dolori, successi e fallimenti, speranze e incertezze, come lo è stato per tanti confratelli che porto nel cuore, come per quelli ai quali faccio ancora fatica a dischiuderlo.

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TEOLOGIA OGGI: LEGGERE “I SEGNI DEI TEMPI” E COGLIERE “I TEMPI DEI SEGNI”.

 
Abbiamo partecipato ad Enna, agli inizi di settembre, al XXVI congresso dell’Associazione teologica italiana dal titolo “Ripensare l’umano”. Tanti teologi e tante teologhe coinvolti.
 
Le questioni sono state affrontate, in ascolto di scienziati riconosciuti a livello internazionale, partendo da tre luoghi emblematici: le neuroscienze, i “new media”, l’economia. In evidenza i cambiamenti epocali, che configurano in un modo nuovo l’umanità. Occasione affinché la teologia stessa sia in grado di cambiare per accompagnare questa metamorfosi. Oggi è l’uomo stesso che diventa “agente geologico fondamentale” che condiziona il pianeta e rende possibile o impossibile la sopravvivenza. Come teologi ci siamo interrogati se attraverso le relazioni e il dialogo con le scienze e le discipline che dominano il mondo, saremo in grado di tornare ad essere significativi, e uscire dall’angolo di irrilevanza in cui siamo confinati. In un mondo che si sta configurando, saremo in grado di dare un apporto?

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La compassione perduta (Enzo Bianchi)

 
Chi stiamo diventando? Uno degli argomenti chiave nella complessa questione delle migrazioni riguarda la presunta minaccia alla nostra identità che l’afflusso di una certa tipologia – etnica, religiosa, reddituale – di stranieri rappresenterebbe per la società italiana.
 
Ma attualmente a preoccupare maggiormente non dovrebbe essere un’ipotetica futura "sostituzione" dell’italianità – qualunque cosa significhi questo termine – con elementi estranei alla storia e alla cultura del nostro Paese, quanto piuttosto un già avvenuto mutamento nel modo di pensare, di parlare e di agire fino a pochi anni fa patrimonio largamente condiviso. Per anni ho insistito preoccupato sui piccoli passi quotidiani verso la barbarie: ormai vi siamo immersi, così che sentimenti ed emozioni di cui un tempo ci si vergognava, almeno in pubblico, ora sono esibiti come trofei di guerra. Specularmente, atteggiamenti di solidarietà, condivisione, bontà, compassione vengono sfigurati e irrisi. «Pietà l’è morta» si cantava durante la resistenza al nazifascismo, rivendicando il diritto a ripagare con la stessa moneta della spietatezza che si macchiava di crimini contro l’umanità.

 

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l cardinale Bassetti, da 25 anni vescovo accanto alla gente

 
L'8 settembre 1994 veniva consacrato vescovo a Firenze. A Perugia domenica 8 settembre la Messa per celebrare l'anniversario con i pastori dell'Umbria e della Toscana
 
Era l’8 settembre 1994 quando nella Basilica di San Lorenzo a Firenze veniva ordinato vescovo Gualtiero Bassetti. Già rettore del Seminario e vicario generale della Chiesa fiorentina, era stato nominato pastore della diocesi di Massa Marittima-Piombino da Giovanni Paolo II il 9 luglio dello stesso anno. Nel giorno in cui la Chiesa celebra la festa liturgica della natività della Beata Vergine Maria, l’allora 52enne prete originario di Popolano di Marradi riceveva l’ordinazione episcopale con l’imposizione delle mani dell’arcivescovo di Firenze e suo “amico e maestro”, il cardinale Silvano Piovanelli. 

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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