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Il genio di san Paolo (Juan Manuel de Prada)

 
Riflettiamo su uno dei tratti più distintivi e geniali di san Paolo, l'impulso di universalismo che presto sarebbe divenuto un elemento costitutivo della fede in Gesù Cristo.
 
Un universalismo che, oltre a dare compimento alla missione che Gesù aveva affidato ai suoi discepoli, avrebbe definito l'orientamento innovatore del cristianesimo come religione che incorpora nel suo patrimonio culturale la sapienza pagana. Questa assimilazione culturale trasforma il cristianesimo, fin dai suoi inizi, in una religione diversa da qualsiasi altra: poiché mentre le altre religioni stabiliscono che la loro identità si deve costituire negando l'eredità culturale che le precede, il cristianesimo comprese, grazie al genio paolino, che la vocazione universale della nuova fede esigeva di introdursi nelle strutture culturali, amministrative e giuridiche della sua epoca; non per sincretizzarsi con esse ma per trasformarle radicalmente dal di dentro.
 

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Dalle pietre alle persone - Sedicesimo convegno liturgico internazionale

 
L’amore non è un abito, un mantello che non sia ceduto o diviso, piuttosto è abitudine, non può essere identificato con un perimetro, con un recinto, né con l’aspetto di una costruzione
 
A Bose si riflette insieme per tre giorni, tra “addetti ai lavori” sul tema del tempio e sul modo di interpretarlo oggi. Anche se confusioni, equivoci e fraintendimenti in materia non mancano e non sono mai mancati, è certo superfluo ricordare che con questo termine si sono intese e si intendono idee e cose diverse: il corpo umano che ospita la natura divina o che se ne fa strumento, quasi arnese («distruggete questo tempio e lo ricostruirò in tre giorni»: attraverso la resurrezione e il perdono, che è resurrezione dalla “morte secunda”), la chiesa costituita dalla sequenza delle vite delle persone nel corso del tempo, definibile come la chiesa grande («tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa»), il tempio vero e proprio come luogo sacro, perimetrato, di testimonianza di un primato, quello dell’amore assoluto (nelle predicazioni nel tempio sin dai dodici anni, come nella tentazione sulla torre, come nella cacciata dei mercanti dal tempio).

Ultimo aggiornamento ( Domenica 03 Giugno 2018 16:43 )

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Medjugorje, il Papa nomina Hoser suo visitatore permanente

 
L’arcivescovo polacco aveva compiuto una ricognizione pastorale per conto del Pontefice. Ora si occuperà di accompagnare stabilmente i fedeli ma senza entrare nei problemi relativi all’autenticità delle apparizioni
 
Ancora nessun pronunciamento circa la soprannaturalità delle apparizioni mariane che si susseguono da decenni, ma una significativa decisione che indica le priorità di Francesco: l’accompagnamento dei tanti fedeli che arrivano a Medjugorje da ogni parte del mondo.  Papa Bergoglio in data 31 maggio 2018 ha nominato monsignor Henryk Hoser, arcivescovo emerito di Warszawa-Praga in Polonia, quale «visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis», cioè a disposizione della Santa Sede.  «Si tratta - informa il comunicato della Sala Stampa vaticana - di un incarico esclusivamente pastorale, in continuità con la missione di inviato speciale della Santa Sede per la parrocchia di Medjugorje, affidata a monsignor Hoser l’11 febbraio 2017 e da lui conclusa nei mesi scorsi». 

 

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Donne della Scrittura

 
«Tutti gli incontri di Gesù nascono dal suo amore gratuito» scrive Nuria Calduch-Benages nell’introduzione al libro da lei curato.
 
Donne dei Vangeli (Milano, Vita e Pensiero, 2018, pagine 110, euro 12) in libreria dal prossimo 21 giugno, che raccoglie testi comparsi sul mensile dell’Osservatore Romano «donne chiesa mondo». I capitoli sono scritti da bibliste di diverse confessioni religiose provenienti da Europa, Africa, America e ciascuno è dedicato a una figura femminile narrata nei vangeli. «La gratuità — continua Calduch, biblista che insegna alla Pontificia università Gregoriana — si manifesta nella preferenza che Gesù sente per i poveri, i piccoli e gli emarginati per tanti motivi (stranieri, ammalati, handicappati, peccatori, pubblicani, prostitute...). Tutte le nostre protagoniste appartengono, in un certo qual modo, a questa categoria di vittime della società, sia per il loro sesso, la loro malattia, il loro mestiere, religione o nazionalità».

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