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Montini e la quaresima

 
Il tempo di quaresima è molto presente nell’esperienza spirituale e pastorale di Montini e poi di Paolo VI.
 
Un appunto risalente al 1938, quando l’ecclesiastico bresciano da poco è sostituto della Segreteria di Stato, presenta coordinate che saranno poi riprese dal papa. Il testo si apre con la citazione adhaerere Deo bonum est, e continua scandagliando le condizioni, gli ostacoli e le risorse per la meta finale di questa «adesione» dell’uomo a Dio. Un itinerario di «ricerca di Dio» che «resta il sommo dovere e il sommo bene dell’uomo». E va percorso al di là di ogni condizione. «Il movimento psicologico dell’uomo è mutato: esso non sale più abitualmente alla contemplazione, se non con fatica e con severa disciplina»; così «l’uomo spirituale è fiaccato; l’uomo animale emerge. Ora questa condizione psicologica rende arduo ciò che dovrebbe essere agevole e quasi spontaneo: cercare e trovare Dio".

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Il dovere di un prete.

 
Casi dolorosi, senso di un servizio (Maurizio Patriciello)
 
La Chiesa non è nostra, è del Signore Gesù. Ma di questa Chiesa siamo parte. E questa Chiesa dobbiamo avere a cuore se davvero amiamo Dio e i fratelli. Come in tutti i consorzi umani, anche nella Chiesa ci sono santi e peccatori. Insieme al Signore morto e risorto per noi possiamo fare cose grandi; senza di Lui, il fascino perverso del peccato può conquistarci, e questo di fatto accade a tutti: credenti e non credenti. La vita di fede è una battaglia, una lotta per rimanere fedeli a Dio, alla parola data, alle promesse fatte; per resistere alla tentazione dell’egoismo e della vanagloria. Nella Chiesa alcuni sono stati chiamati alla vita sacerdotale. Una vita bella, interessante, fatta di servizio, di preghiera, di condivisione delle speranze e delle sofferenze altrui. Una vita per certi aspetti strana, o, meglio, originale.

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 18 Febbraio 2018 06:57 )

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“IMPARARE A CONGEDARSI”

 
LETTERA APOSTOLICA IN FORMA DI «MOTU PROPRIO» DEL SOMMO PONTEFICE FRANCESCO CON CUI SI REGOLA LA RINUNCIA, A MOTIVO DELL’ETÀ, DEI TITOLARI DI ALCUNI UFFICI DI NOMINA PONTIFICIA
 
“Imparare a congedarsi”, è quello che ho chiesto, commentando una lettura degli Atti degli Apostoli (cfr 20,17-27), in una preghiera per i Pastori (cfr Omelia nella Messa a S. Marta, 30 maggio 2017). La conclusione di un ufficio ecclesiale deve essere considerata parte integrante del servizio stesso, in quanto richiede una nuova forma di disponibilità.Questo atteggiamento interiore è necessario sia quando, per ragioni di età, ci si deve preparare a lasciare il proprio incarico, sia quando venga chiesto di continuare quel servizio per un periodo più lungo, pur essendo stata raggiunta l’età di settantacinque anni (cfr Discorso ai Rettori e agli Alunni dei Pontifici Collegi e Convitti di Roma, 12 maggio 2014).

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Papa Francesco incontra i parroci romani: in questo tempo non solo calamità

 
Guardare alla realtà senza paura per scoprire il buono che c'è: è l'invito con cui Francesco conclude il suo intervento nel tradizionale incontro di inizio Quaresima con i parroci di Roma. 
 
Un dialogo quello tra Papa Francesco e i parroci romani, stamattina nella Basilica di San Giovanni in Laterano,  che è partito dalle domande che i sacerdoti hanno desiderato fare al Papa e a cui lui risponde rivolgendosi prima ai sacerdoti più giovani, poi a quelli di mezza età e quindi ai più anziani. Si tratta del tradizionale incontro d’inizio quaresima con il clero romano ed è sempre un’occasione importante per Francesco per esprimere il suo pensiero sull’essere sacerdoti e su come affrontare le sfide poste oggi dal mondo.

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Uno solo è il vostro Maestro
e voi siete tutti fratelli.
(Mt 23,8)

Io sono la via, la verità e la vita.
(Gv 14,6)

Non sono più io che vivo
ma Cristo vive in me.
(Gal. 2,20)

 

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