“È STATO LUI!” (Riflessione del Vescovo di Pinerolo mons. Derio)

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Capita anche a te di perdere la pazienza? A me, lo confesso, a volte sì. Succede più o meno così. Una persona ti provoca. Tu resti calmo. Poi, dopo un po’, torna all’attacco. Tu resti calmo. Poi la cosa si ripete ancora e ancora. Arriva il giorno in cui non resisti più e sbotti, alzi la voce, rispondi a tono. Mi è successo oggi dopo aver letto il giornale. Da giorni, da mesi, da anni sento lo stesso ritornello: “Dobbiamo difendere la nostra civiltà cristiana da chi viene a distruggerla”. Oggi l’ho ritrovato nelle parole di un noto politico. E via alle battaglie per il crocifisso nelle scuole, per il presepe. Via alle battaglie contro l’apertura delle moschee, contro la vacanza per il Ramadan.

Ho perso la pazienza e mi sono seduto a scrivere.
Sono davvero stufo di questi discorsi. Ma siete entrati ultimamente nelle chiese la domenica? Avete visto i banchi vuoti? Avete letto qualche indagine sulla religiosità in Italia? Gli italiani che frequentano la chiesa sono meno del dieci per cento. Quaranta giovani italiani su cento sono atei. Sta crescendo il neopaganesimo degli italiani (neodruidismo, etenismo, wicca, tradizionalismo romano, neoellenismo, rodnoveria, Kemetismo, core sham anism…). E noi ci preoccupiamo dell’invasione islamica? Abbiamo abbandonato il cristianesimo e ci arrabbiamo che altri vivano la loro religione? Anzi li riteniamo colpevoli dei nostri guai? Ci arrabbiamo quando, durante il Ramadan, fanno preghiere nelle piazze mentre noi, italiani veri, non sappiamo neppure quando inizi la Quaresima.

Sono stufo di questi discorsi ipocriti. Sono stufo di tutti quei discorsi dove, per difendere se stessi, si incolpano gli altri. Come fanno i bambini. Sorpresi dalla mamma a fare qualche marachella subito dicono: “È stato lui!”. Siamo nella stessa situazione. Consapevoli di essere molto distanti dalla tradizione cristiana dei nostri padri incolpiamo gli altri. Dove sta andando la nostra cultura? Dove la nostra politica? Dove stiamo andando noi? Lo so, sento ciò che molti di voi stanno pensando: “Vescovo, pensa a te stesso e alla tua Chiesa. È tutta colpa della Chiesa se siamo a questo punto”. Mi assumo le colpe e riconosco le colpe dei preti, dei religiosi, della CEI, del Vaticano… Ma forse è giunto il tempo di smetterla di cercare i colpevoli per lavarsi la coscienza. Nei momenti difficili è tempo di fare squadra. E di guardare avanti chiedendoci: “Che cosa ne vogliamo fare del Vangelo, di Gesù Cristo, del cristianesimo?”. È tempo di chiederci: “Ci interessa?”.

Il cristianesimo può aiutarci a costruire il futuro? Può aiutarmi a costruire la mia vita? Magari iniziando da una pratica antica che si chiama Quaresima. Quaranta giorni per riscoprire la bellezza della propria fede e, così, riprendere la voglia di rifiorire, di ripartire, di rinascere. Il credente italiano può riscoprire questi giorni per fare un cammino di rinnovamento. Il non credente italiano può chiedersi: “Quale valore riconosco alla storia del cristianesimo in Italia?”. Insieme possiamo così iniziare a fare discorsi veri sul cristianesimo. 

E smetterla di fare campagne ideologiche. Questo può essere un buon proposito quaresimale. Perché, per chi non lo sapesse, oggi inizia la Quaresima. Buon cammino!