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La logica paradossale del Vangelo in risposta al rischio della disumanità

 
La crisi della società italiana e il ruolo della Chiesa  (Intervista a Chiara Giaccardi:  professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cattolica di Milano e membro del comitato di direzione del mensile «donne, chiesa, mondo»
 
Portare «il messaggio dell’eccedenza» in una società dominata dal «messaggio dell’eccesso», ricordando che chi vuol trattenere la propria vita la perde, mentre «chi è disposto a perderla la riceve moltiplicata!». Per Chiara Giaccardi, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Cattolica di Milano e membro del comitato di direzione del mensile «donne, chiesa, mondo», è questo il contributo che ci si attende dalla Chiesa di fronte a una società sempre più impaurita e chiusa in se stessa. Giuseppe De Rita su queste pagine ha affermato che per il buon governo c’è bisogno di due autorità: una civile e una spirituale-religiosa. Quella civile garantisce la sicurezza, quella spirituale offre un orizzonte di senso. L’uomo ha bisogno di tutte e due le cose. Se invece si esclude una delle due, la società soffre, diventa schizofrenica. Quale potrebbe essere il ruolo della Chiesa nell’attuale situazione italiana?

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«C'è chi prega perché il Papa muoia»

 
Frustata del vescovo di Fano Trasarti contro le ipocrisie dei cristiani: «Tanti devoti, pochi credenti»
 
Un monito severo con un accorato appello. L’omelia di monsignor Armando Trasarti nella celebrazione serale di San Paterniano è stata una frustata contro ipocrisie e contraddizioni degli stessi cristiani praticanti, con un richiamo forte a riscoprire il messaggio vero del Vangelo. «Ci sono molti devoti oggi, ma pochi credenti - ha scandito monsignor Trasarti -. Il devoto è chi in chiesa si batte il petto, bacia i santini, fa gli inchini ma poi nella vita è razzista, indifferente, accetta con tranquillità come dice il Papa l’iniquità, l’ingiustizia».

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A un’Europa vecchia e sterile serve il fertilizzante della Chiesa

 
La crisi della società italiana e il ruolo della Chiesa ·(Intervista a Massimo Cacciari)
 
Il cambiamento d’epoca di cui parla Papa Francesco è tale che ha colto impreparato l’Occidente. Da qui parte la riflessione di Massimo Cacciari che riprende la suggestione di Giuseppe De Rita sulle due autorità, civile e spirituale, e si concentra sulla prima, quella «che fa acqua un po’ da tutte le parti». Lo abbiamo incontrato in un caldo pomeriggio di luglio, è arrivato a piedi e se n’è andato a piedi, una sorta di Giovanni Battista inquieto e sempre pronto ad accendersi di una santa ira che non risparmia nessuno.

 

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L’affermazione: “conoscere è uguale a cambiare” è un mito (Amedeo Cencini).

 
“Nel dialogo e nell’incontro personale con Cristo le semplici impressioni soggettive non bastano"
 
Gli elementi di conoscenza approfondita alla luce della Parola garantiscono l’oggettività che  tuttavia non può essere mai completa; elementi di affettività provenienti dal nostro vissuto possono introdurre distorsioni nella percezione di Cristo e così lo sforzo di volontà basato su una religiosità personale possono allontanarci dall’esprimere la vera religiosità gradita al Dio biblico. L’affermazione: “conoscere è uguale a cambiare” è un mito. Colui che conosce il bene non per questo lo fa. Quando la conoscenza diventa l’obiettivo del processo formativo, succede che se il cambiamento non si realizza, si dirà che il soggetto non ha imparato abbastanza, oppure che è cattivo, ingrato, non generoso.

 

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