Home Eventi Carovana di speranza · Presentato l’incontro dei giovani italiani con Francesco

Carovana di speranza · Presentato l’incontro dei giovani italiani con Francesco

 
Settantamila giovani italiani, «un esercito pacifico e solidale», sta percorrendo in queste ore a piedi in lungo e largo le strade italiane, anche quelle più perifiche, per arrivare nel fine settimana a Roma e incontrare Papa Francesco l’11 e il 12 agosto.
 
È una grande notizia di cronaca e di speranza che riguarda il paese in un momento difficile, ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti presentando i contenuti dell’evento ai giornalisti, martedì mattina, 7 agosto, nella sala Marconi di palazzo Pio. A fronte dei tragici avvenimenti di questi giorni, c’è anche la cronaca positiva. Settantamila giovani, tra i 16 e i 30 anni, in piena estate scelgono di incontrare Papa Francesco: nel pomeriggio di sabato 11 agosto al Circo Massimo per un dialogo a tu per tu e una veglia nella prospettiva del sinodo di ottobre dedicato espressamente ai giovani; e poi, nella mattina di domenica 12 agosto, in piazza San Pietro per l’Angelus dopo la messa celebrata proprio dal cardinale Bassetti.
 
«Ci aspettiamo molto da queste giornate» ha affermato il porporato. «Sono rappresentate 195 diocesi su 226 — ha fatto notare — che hanno preparato fin nei dettagli un pellegrinaggio originale non solo attraverso i luoghi storici e più significativi, come i santuari», ma anche e soprattutto «per incontrare le persone e per visitare i luoghi di sofferenza». E se i giovani siciliani hanno fatto sosta a Corleone, quelli di Torino sono partiti dal Cottolengo e venerdì notte vivranno l’esperienza dell’ostensione straordinaria della Sindone, apposta per loro.
 
La Chiesa, con la sua appassionata attenzione alla formazione dei giovani anche nel tempo estivo — «si pensi ai grest o ai campi scuola» ha ricordato — ha voluto fortemente proporre ai giovani «una grande esperienza pedagogica: camminare insieme è fondamentale per i ragazzi perché così si possono conoscere l’un l’altro, abituandosi a convivere insieme, e possono vivere momenti di silenzio altrimenti impossibili nella frenesia» del quotidiano. È un’opportunità, insomma, per sganciarsi dal «soggettivismo» e vivere un’esperienza di fede.
 
Sono 120 i vescovi italiani che in queste ore stanno percorrendo, con i giovani, le strade d’Italia alla volta di Roma. «Ho visto le loro foto sui social e li ho riconosciuti nonostante indossassero la maglietta come i ragazzi» ha confidato con un sorriso il cardinale Bassetti, invitando a «partecipare» all’esperienza del pellegrinaggio anche attraverso i social. E rilanciando l’importanza del «dialogo tra le generazioni». Del resto, «la Chiesa anche attraverso il prossimo sinodo si è messa in ascolto dei giovani, soprattutto dei loro dubbi: vogliamo ascoltare il grido dei giovani» che, ha ricordato, «non sono “oggetto” ma “soggetto” del sinodo».
 
E questa non è certo una novità: «Paolo VI sosteneva che la Chiesa e i giovani hanno una affinità naturale». Perché «i giovani vanno dritti verso la nuova primavera della storia e dell’umanità e noi — ha affermato il presidente della Cei — dobbiamo andarci con loro». Questo è il senso della due giorni romana, preceduta dal pellegrinaggio a piedi. «Non siamo interessati ai numeri» ha avvertito il cardinale, anche se la previsione di oltre settantamila persone è imponente; ma «abbiamo voglia soprattutto di ascoltare un messaggio fresco dal Papa e dai giovani».
 
«La concretezza e la novità di questo pellegrinaggio a piedi che sta riempiendo di giovani le strade italiane» sono state poi rilanciate da don Michele Falabretti, responsabile del servizio di pastorale giovanile della Cei. Senza nascondere «depressioni e fragilità» che rendono a volte complicato il rapporto con i giovani, don Falabretti ha messo in evidenza l’adesione entusiasta non solo delle diocesi, che hanno preparato accuratamente il pellegrinaggio, ma anche delle associazioni, dei movimenti e delle nuove comunità. Insomma, la risposta della Chiesa italiana è stata unanime.
 
Lo stile di questa iniziativa, ha spiegato il sacerdote, è molto semplice, essenziale. E il programma della “due giorni” a Roma con Papa Francesco lo testimonia. Al Circo Massimo i giovani accoglieranno il Pontefice alle 18.30. Gli proporranno una serie di provocazioni elaborate da un gruppo di lavoro composto dai loro rappresentanti. Più che domande saranno vere e proprie riflessioni, ha spiegato don Falabretti. Il dialogo diretto e franco con il Papa avverà nell’ambito della veglia di preghiera per il sinodo di ottobre. Francesco saluterà i giovani intorno alle 20.30, dando loro appuntamento per la mattina successiva in piazza San Pietro.
 
Ma certo i settantamila giovani non dormiranno neppure un istante: «Anzitutto canteranno e balleranno per due ore, animando l’unico momento “leggero” del programma». A guidare la festa saranno alcuni artisti: dalla banda Rulli Frulli, nata in Emilia dopo il terremoto per aiutare feriti e disabili esprimersi, a big del musica come Alex Britti.
 
Ma non finisce qui: «Diciannove chiese — ha riferito don Falabretti — saranno aperte, da mezzanotte alle sei del mattino, per una “notte bianca” che coniuga preghiera, adorazione eucaristica, cultura e spiritualità». Il tutto con una nota ecologica di forte valore: se infatti gli organizzatori sono stati attenti alla qualità del cibo, evitando sprechi, e alla sostenibilità e biodegradabilità dei prodotti usati, i giovani stessi collaboreranno con il comune di Roma per la raccolta dei rifiuti.
 
E poi tutti in piazza San Pietro per la messa che sarà celebrata alle 9.30 dal cardinale Bassetti e concelebrata dai vescovi italiani. Al termine il Papa incontrerà nuovamente i giovani e pregherà l’Angelus con loro. E, ha annunciato il sacerdote, «benedirà una statua della Madonna di Loreto e una riproduzione del Crocifisso di San Damiano che, dalla giornata mondiale della gioventù di Buenos Aires del 1987, sono i doni che tradizionalmente la Chiesa italiana offre alla diocesi che organizza la gmg». Queste due icone «accompagneranno dunque la spedizione italiana a Panamá per la gmg in programma dal 22 al 27 gennaio».
 
«Dobbiamo riconoscere che la cosiddetta “generazione gmg” ormai è passata — ha spiegato don Falabretti — e che non è più automatico per i giovani incontrarsi insieme sotto la croce e con il Papa. Ma vogliamo fare tesoro di quella forte esperienza per rilanciarla e portare il Vangelo nella vita dei giovani di questo nostro tempo».