Addio ad Antonino Zichichi: Il Fisico che cercava Dio tra le particelle

Articoli home page

 

Con la scomparsa di Antonino Zichichi, l’Italia perde non solo un grande scienziato e divulgatore, ma uno dei più appassionati difensori della compatibilità tra Scienza e Fede. Per Zichichi, il laboratorio non era un luogo dove negare Dio, ma il posto privilegiato per ammirarne l’opera.

La Scienza come “scoperta dell’ordine”

Il pilastro centrale del suo pensiero era la convinzione che l’Universo fosse un “Libro scritto da Dio” con il linguaggio della matematica.

Contro il caos: Zichichi rifiutava categoricamente l’idea che il mondo fosse nato per caso. “Se ci fosse il caos, non potremmo fare scienza”, ripeteva spesso. L’esistenza di leggi universali (come la gravità o le forze subnucleari) era per lui la prova di un progetto intelligente.

L’antideutone e la Creazione: Anche le sue scoperte fisiche più tecniche venivano lette in una cornice filosofica: studiare la materia era, per lui, un modo per onorare il Creatore.

Il confine tra “Come” e “Perché”

Zichichi ha dedicato la vita a spiegare che il conflitto tra religione e scienza è un falso problema logico:

La Scienza risponde al “Come”: come funzionano le stelle, come si aggregano gli atomi.

La Fede risponde al “Perché”: qual è il senso della nostra esistenza, perché siamo qui. Secondo il professore, queste due sfere sono “sorelle” e non possono contraddirsi, perché provengono dalla stessa fonte di Verità.

L’eredità spirituale: “L’Ateismo non è scientifico”

Una delle sue battaglie più celebri è stata quella contro l’ateismo dogmatico. Per Zichichi, affermare che Dio non esiste è un’affermazione che la scienza non può fare, poiché non esiste alcun esperimento capace di dimostrare il “nulla”. Definiva l’ateismo non come una conquista intellettuale, ma come un “atto di fede nell’inesistenza”, contrapponendolo all’umiltà dello scienziato davanti al Mistero.

La frase per ricordarlo

Se desideri una frase che faccia da testamento al suo pensiero, questa è forse la più potente:

“La Fede non è un rifugio per chi non capisce la Scienza, ma una luce che illumina ciò che la Scienza, da sola, non può spiegare.”

Zichichi lascia un’eredità fatta di rigore e speranza, ricordandoci che guardare il cielo con un telescopio e giungere le mani in preghiera sono, in fondo, due gesti molto simili.