Consigli che non vi aspettereste di Santa Teresa d’Avila per vivere la Quaresima

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La santa mistica e contemplativa raccomandava alle sue figlie spirituali di concentrarsi non su digiuni eccessivi o rinunce, ma sull’essenziale: Gesù. In questo modo, in Quaresima cambia tutto…
Stiamo per entrare nella Quaresima, quaranta giorni di preparazione al triduo pasquale (Giovedì Santo, Venerdì Santo e Sabato Santo). Tempo di rinunce? Tempo di tristezza? Può essere che i malintesi o i pregiudizi non ci permettano di vivere in modo cristiano questo periodo liturgico tanto intenso.

Santa Teresa d’Avila, una delle più grandi contemplative della storia, con la sua vita e i suoi scritti ha lasciato consigli per vivere la Quaresima in modo significativo. Lasciatevi sorprendere.

1 NON PERDERE DI VISTA L’OBIETTIVO
Né l’obiettivo né lo spirito della Quaresima cristiana è masochista: non si tratta di fare sacrifici tanto per farli. Santa Teresa d’Avila ha chiarito che l’amore di Gesù, e in particolare la Sua passione, morte e resurrezione, danno senso alla nostra vita.

Santa Teresa si è convertita in età adulta, a 39 anni: nel 1554, quando viveva da quasi vent’anni come religiosa carmelitana nel monastero dell’Incarnazione. Lei stessa ricorda che conduceva una doppia vita: in certi momenti vita di preghiera, ma in molti altri vita anodina e perdita di tempo con amicizie senza senso religioso. 

Ha narrato la sua conversione nell’autobiografico Libro della mia vita (capitolo 9), scritto 10 o 11 anni dopo. È stato un momento di incontro personale con Cristo, incontro scatenato dalla presenza di un’immagine dell’Ecce Homo. Quella scultura ha toccato le corde più profonde del suo essere, e all’improvviso ha compreso tangibilmente l’amore di Gesù per lei, che Gli aveva fatto subire tormenti di ogni tipo.

“Ebbi tal dolore al pensiero dell’ingratitudine con cui rispondevo a quelle piaghe, che parve mi si spezzasse il cuore”, scriveva la mistica. È questo il senso della Quaresima: preparare l’anima e la vita per sperimentare l’amore di Cristo nella Sua passione, morte e resurrezione.

La preghiera, tanto importante in Quaresima, consiste quindi in una cosa molto semplice: “parlare, da solo a solo, con Colui che sappiamo che ci ama” (capitolo 8, 5).

2 UMILTÀ
Con gli occhi concentrati sull’amore di Cristo, Santa Teresa invita poi a comprendere la propria realtà. In questo consiste la vera umiltà a cui invita la Quaresima, che il cristiano ha bisogno di coltivare per poter vivere l’esperienza dell’amore di Gesù.

Teresa scrive: “Poniamo gli occhi su Cristo, nostro bene, e lì impareremo la vera umiltà”. Il Signore stesso ci dice “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Matteo 11, 29). 

Santa Teresa di Gesù si è chiesta una volta “perché nostro Signore era tanto amico di questa virtù dell’umiltà”, e questa è stata la risposta che ha trovato: “Dio è Somma Verità, e l’umiltà è verità”.

3 DISTACCO
Dall’amore di Cristo deriva uno degli atteggiamenti più tipici della Quaresima: il distacco, ovvero lo stato dell’anima che si libera da ogni affetto disordinato ed egoista nei confronti di qualsiasi cosa o persona che non sia Dio.

Il distacco spiega le pratiche quaresimali, come l’abnegazione, la rinuncia, la spoliazione, ecc.. Non significa soppressione di qualsiasi desiderio e aspirazione, né fabbricarsi un cuore duro e insensibile, visto che l’amore è il primo e più grande dei doveri. L’amore dà senso al distacco.

Santa Teresa di Gesù scrive: “Ora parliamo del distacco che dobbiamo nutrire verso ogni cosa. Se praticato con perfezione, per noi è tutto”. Il segreto del cristianesimo sta nell’abbracciare tutta la vita per amore di Cristo, e nel distaccarsi da tutto ciò che ci può allontanare da Lui (Cammino di Perfezione, capitolo 8).

4 AMORE PER IL PROSSIMO

Prepararsi in Quaresima a vivere il mistero della passione, morte e resurrezione di Gesù significa infine vivere la carità, amare concretamente il prossimo. Santa Teresa scrive ne Il Castello Interiore che “la vera perfezione è l’amore di Dio e del prossimo, e più seguiremo alla perfezione questi due comandamenti, più saremo perfette”.

Secondo Santa Teresa, non si può amare Dio senza amare il prossimo, né amare il prossimo senza amare Dio.