DON MICHELE CIPRIANI

Ricordiamoli

DON MICHELE CIPRIANI

(N. a Terlizzi-BA 27/01/1935 + Terlizzi-BA 16/2/2023)

Don Michele Cipriani era nato il 27 gennaio 1935 a Terlizzi (Bari) ed era stato ordinato presbitero il 5 luglio 1959.

Ha svolto il suo ministero sacerdotale come parroco della Concattedrale in Terlizzi. Storico e famoso arciprete della Concattedrale San Michele Arcangelo di Terlizzi tra gli anni ’80 e primi anni 2000.

Negli anni ha ricoperto l’incarico di docente di religione presso gli istituti scolastici secondari di Terlizzi e presso il Seminario minore e regionale di Molfetta come docente di pedagogia.

Terlizzi ha saputo salutarlo come si deve fare con un padre, con una guida, con un compagno di viaggio di più generazioni. Gli oratori come fucine di una nuova società, luoghi dell’aggregazione e della conoscenza attraverso l’incontro ed il dialogo con gli altri. E la fede come elemento cardine per vivere sorridendo anche nelle difficoltà.

Don Michele Cipriani ha rappresentato tutto questo per i terlizzesi che nell’attività pastorale della Chiesa hanno sempre trovato rifugio, protezione e vita. Vita vera, fatta di valori ed interscambio con gli altri.

Il saluto al suo feretro nel funerale che si è svolto nella Concattedrale in Terlizzi è stato un saluto ad un autorevole sacerdote, ma non è stato un saluto ai suoi insegnamenti, quelli che hanno permesso a tanti fedeli cristiani di crescere sani, a volte semplici, ma di principi buoni.

Se ne è andato l’uomo, resta la sua eredità spirituale. Mancherà a tantissimi e tantissimo, ma lo sforzo più grande sarà dunque portare avanti quegli insegnamenti di fratellanza e amore che sono stati cardini della sua esistenza terrena.

Tante le attestazioni di affetto e stima giunte alla famiglia. Un uomo che, ben oltre il suo ruolo, ha significato moltissimo per i giovani di questa città. Di don Michele resterà indelebile la traccia come buon pastore. Il sindaco di Terlizzi Michelangelo De Chirico ha scritto:

«La sua attività educativa ha lasciato un segno indelebile nella vita di molte giovani generazioni, grazie all’impegno che ha profuso nell’insegnamento presso gli istituti scolastici medio-superiori di Terlizzi e i Seminari Vescovile e Regionale di Molfetta. Don Michele era anche molto sensibile alla ricerca sociologica e ha sempre cercato di comprendere e rispondere alle esigenze della sua comunità.
Era un amore puro e profondo quello di Don Michele verso la Madonna di Sovereto, che raggiunse la massima espressione quando nel 1974 decise di restaurare l’icona bizantina e riportarla al suo splendore. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nella vita di tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato. Il suo contributo alla chiesa e alla società rimarrà per sempre un esempio di dedizione e di impegno per il bene comune. Mi stringo all’affetto dei suoi cari in questo triste momento. La sua memoria vivrà nei nostri cuori per sempre».

Altra testimonianza importante: “separarsi è stato il più grande dolore vissuto negli ultimi tempi dall’intera comunità cattolica di Terlizzi. Separarsi dal buon pastore, da colui il quale è stato giovane con i giovani e supporto con gli anziani

Don Michele, già dal 1986, aveva professato i Consigli evangelici nell’Istituto Gesù Sacerdote, voluto dal Beato don Giacomo Alberione, Fondatore dei 10 Istituti della Famiglia Paolina. Stimava molto il carisma del Beato don Alberione; apprezzava con sincera convinzione tutte le dimensioni della missione paolina: le riviste, i libri, soprattutto la diffusione capillare della Parola di Dio.

Come Responsabile dell’Istituto dal 2010 devo testimoniare il suo vivo senso di appartenenza, la sua partecipazione fedele ai vari incontri (Ritiri, Esercizi…), finché la salute glielo ha permesso. Soprattutto devo esprimere vivissima gratitudine per il suo continuo sostegno non solo nella ricordo e nella preghiera, ma anche nell’incoraggiamento continuo nelle periodiche telefonate che ci facevamo; e nelle sue comunicazioni dove allegava spesso alcuni suoi stimolanti interventi che pubblicavo sul nostro sito e lo rendeva felice.

Parecchie dimensioni del suo zelo apostolico sono da attribuire al carisma paolino che aveva saputo impiantare nel suo cuore e dava carica e perseveranza alle sue scelte pastorali.