Sentirsi piccoli, invocarlo con assiduità “essere unanimi e perseveranti con Maria…
Poi ancora essere pronti a che qualcosa cambi, nella propria vita. Noi vorremmo rimanere come siamo con i nostri idoli e abitudini secondo le superficiali aspettative psicologiche e sensibili naturali e aggiungere la grazia e lo Spirito. Ma non succede nulla in questo modo. E’ questo il motivo per cui non cresciamo spiritualmente.
Al contrario dobbiamo saper accogliere la dinamica formativa di Cristo nel Vangelo: ha aiutato gli apostoli a liberarsi gradualmente e con pazienza non solo delle cose, ma della mentalità religiosa che avevano, delle loro abitudini, delle loro sensibilità. Cristo li ha purificati, espropriati, resi poveri… E allora nella pentecoste erano pronti per accogliere in pienezza lo Spirito Santo, perché svuotati di loro stessi.
La “perversione” (“paralisi della forza di risurrezione) più rischiosa perché sta alla radice di tante altre (come la paralisi nei rapporti umani autentici in comunità e nell’apostolato), consiste nell’avere una mentalità ottusa, non illuminata, non aperta, basata sulla mediocrità e sull'”ignoranza”, consiste ancora nella insufficiente “consapevolezza” della dignità della nostra vocazione… e certi cristiani e religiosi con questo tipo di mentalità possono diventare pericolosi perché, più una persona è poco illuminata, e più è portata ad essere aggressiva e ad imporre le proprie certezze con presunzione agli altri: certe volte diventa relativamente facile essere santi (a modo nostro) è difficile invece diventare cristiani illuminati che risultano rispettosi, positivi, costruttivi, accoglienti, capaci di adattarsi (rinunciare a qualcosa di sé per accogliere la realtà dell’altro), di collaborare e valorizzare la loro libertà e creatività ed energie nella ricerca del bene comune… perché tutto dipende dalla qualità della vita di fede che abbiamo e da quello che siamo, pensiamo, viviamo nel più profondo della nostra personalità; cioè se lo Spirito Santo riempie il nostro “cuore”.
Se nella nostra vita non si verifica una continua apertura allo Spirito Santo; se non c’è senso di responsabilità, correttezza morale, lealtà con il nostro io più profondo e con gli altri; se non siamo in sintonia con la vera motivazione per la quale dovremmo vivere e stare insieme… non riusciremo a fare e testimoniare una vitale esperienza di vita nuova, di libertà evangelica, di comunione, di un creativo e fecondo zelo apostolico secondo lo spirito di San Paolo e di tutti i santi pastori.